La protesta
Nicola premia i giocatori con una pizza
Niente gol nell’amichevole contro il Bari ma l’allenatore è soddisfatto della prova dei suoi: «Tutti al ristorante, pago io»
INVIATO A CASTEL DI SANGRO. Lavori in corso. Nell’amichevole rinviata di un giorno (il sito della società amaranto in serata aveva corretto la data quando la cosa era diventata ufficiale) Livorno e Bari, vicine di casa nel ritiro in Abruzzo, finiscono il test senza gol. Ma nel calcio d’estate il risultato spesso è più bugiardo di Pinocchio, molto più importante è cercare di applicare cosa si studia in allenamento, e da questo punto di vista la squadra amaranto si è mossa con diligenza, cercando di stare corta fra i reparti, di rimanere compatta interpretando il possesso palla come lo vuole il nuovo mister, di alzare le antenne sulle palle inattive, l’anno scorso un micidiale tallone d’Achille.
Zero a zero, ma è stato il Livorno ad andare più vicino al gol, due volte con Siligardi nel primo tempo (12’ tiro al volo alzato da Lamanna, 30’ punizione deviata in tuffo quando sembrava già dentro) e una con Piccolo nel finale di partita (32’ st). Il mancino, lanciato in area da una splendida triangolazione, ha voluto però scartare anche il portiere, facendosi soffiare il pallone. Tre lampi dentro un’amichevole molto tattica e scolastica, con le gambe non ancora brillanti e la mente sempre imbottita delle nozioni che Nicola sta inculcando nel gruppo.
Nel primo tempo subito dentro la possibile formazione titolare, un 4-3-3 con il baby Molinelli (classe 1993) mediano davanti alla difesa e bravo nella distribuzione nel gioco (è qui che il Livorno sta cercando un centrocampista di esperienza sul mercato), Luci e Belingheri ai suoi fianchi. In attacco la conferma che mister 110 e lode vede meglio Dionisi punta centrale e Paulinho esterno. Un’idea nata dopo un colloquio con i due diretti interessati e sviluppata sul campo nel primo test vero, contro una squadra di pari categoria.
Il Bari ha iniziato quattro giorni dopo il Livorno, ma nel derby fra gli ex genoani Nicola e Torrente la differenza non si è vista. Tutto dipende dai carichi di lavoro, e gli amaranto al mattino avevano fatto un’ora e mezza di allenamento. Al 20’ della ripresa, poi, c’è stata la rivoluzione amaranto. Praticamente il cambio totale della squadra, ma anche nell’ultimo segmento di partita il blocco dei nuovi è riuscito a interpretare il calcio secondo Nicola nel modo giusto, con il peso piuma Bigazzi già pronto a pungere. E’ mancato solo il gol, ma nel pugilato avrebbe vinto ai punti il Livorno perché Mazzoni e Trini sono rimasti totalmente disoccupati, e i tentativi dei galletti in zona-tiro sono finiti alle stelle o contro il muro dei centrali amaranto.
E come premio alla fine Nicola ha portato tutti i ragazzi a mangiare in pizzeria. Pagando lui come ringraziamento per l’applicazione e la voglia che il gruppo sta mettendo in questo ritiro. Un solo neo: Bernardini è uscito al 42’ pt scontrandosi casualmente con Mazzoni in uscita. Botta all’osso sacro e radiografia in ospedale. La diagnosi è una forte contusione al coccige: 15 giorni di stop.
BARI-LIVORNO 0-0
BARI (4-3-3): Lamanna (22’ st Pena); Sabelli, Do Santos, Altobello (40’ st Toskic), Defendi; Bellomo (29’ st Gherardi), Romizi, Sciaudone (1’ st Rivaldo); Galano (1’ st Ghezzal), Caputo (21’ st Partipico), Albadoro (1’ st Grandolfo). All: Torrente.
LIVORNO (4-3-3): Mazzoni (1’ st Trini); Salviato (20’ st Meola), Bernardini (42’ pt Ceccherini), Lambrughi (20’ st Sini), Gemiti (20’ st Di Bella); Luci (20’ st Lignani), Molinelli (20’ st Prutsch), Belingheri (20’ st Remedi); Siligardi (17’ st Piccolo), Dionisi (20’ st Dell’Agnello), Paulinho (20’ st Bigazzi). All: Nicola.
ARBITRO: Di Paolo di Avezzano.
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