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Basha in nazionale Under 18 ma le casse Lions sono vuote

Basha in nazionale Under 18 ma le casse Lions sono vuote

LIVORNO. Con i grossi sforzi profusi nel settore giovanile, i Lions Amaranto continuano a sfornare atleti di interesse nazionale. Ci sarebbe da festeggiare l'ennesima «meta», relativa alla chiamata...

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LIVORNO. Con i grossi sforzi profusi nel settore giovanile, i Lions Amaranto continuano a sfornare atleti di interesse nazionale. Ci sarebbe da festeggiare l'ennesima «meta», relativa alla chiamata del terza linea Dario Basha, 16 anni, nella selezione azzurra under 18 dell'Accademia della Fir.

Ma, insieme alla soddisfazione per Basha, quarto atleta nato e cresciuto nel florido vivaio livornese inserito in un college federale, ed insieme alla soddisfazione di aver lanciato elementi di grido ora ai massimi livelli nazionali (su tutti Giacomo Bernini, terza linea classe '89, vice campione d'Italia con i Cavalieri Prato), c'è la paura di dover limitare gli sforzi, e non certo per colpa di un budget improvvisamente ridimensionato.

I Lions stanno facendo i conti con una situazione impiantistica ben poco invidiabile, che da una parte condiziona la preparazione degli atleti e dall'altra toglie preziose risorse economiche. «Nostro malgrado - spiega il presidente della società labronica Mauro Fraddanni - siamo costretti a impiegare gran parte del nostro budget per tenere in piedi due campi da gioco, quelli della via della Chiesa di Salviano e di Montenero Basso, che, per le proprie dimensioni ridottissime non possono da soli soddisfare le esigenze delle nostre maggiori rappresentative.

La prima squadra, la seconda squadra (quella del Carli Salviano, compagine che sul piano federale è autonoma, ma che di fatto è la seconda formazione dei Lions), l'under 20 e l'under 16 giocano le proprie gare casalinghe in un impianto gestito da un'altra società rugbistica, alla quale, ovviamente, paghiamo un affitto.

Nel nostro bilancio, le spese per i campi, indispensabili per poter effettuare allenamenti e partite, pesano come un macigno. E' evidente che, limitando tali spese, potremmo investire maggiori risorse sul fattore prettamente tecnico ed aiutare i tanti ragazzi del nostro vivaio a crescere. Sarebbe così più facile, anche nel prossimo futuro, trovare fra i nostri 200 tesserati nuovi Bernini e nuovi Basha...». I Lions hanno da anni una querelle aperta sugli impianti. « Nel 2005 - spiega Fraddanni - fu presentata un'interpellanza nella quale si faceva riferimento alla difficilissima situazione impiantistica della nostra società. Sempre nel 2005, la Federazione Italiana Rugby ci mise a disposizione la somma di 36.000 euro da utilizzare per la realizzazione di un campo, per noi indispendabile per allenamenti e partite. Purtroppo tale assegno già pronto, alla luce delle lungaggini burocratiche, è tornato, dopo quattro anni, al mittente, facendoci perdere una ghiottissima occasione».

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