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Nicola, si alza l’asticella delle difficoltà

di Renzo Marmugi
Nicola, si alza l’asticella delle difficoltà

Oggi a Castel di Sangro terza amichevole contro il Bari. Il tecnico amaranto: «Mi aspetto altre risposte importanti»

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CASTEL DI SANGRO. 33 gol nelle prime due amichevoli, ma soprattutto la sensazione che il verbo tecnico di Davide Nicola stia diventando per gli amaranto come una seconda pelle. Il calcio estivo è più falso dei soldi del Monopoli, segnare gol a grappoli di questi tempi conta meno di zero, ma l’umore generale della truppa amaranto a Castel di Sangro è alto e mister 110 e lode sembra il tipo di allenatore ideale per tenere tutti sulla corda, motivare anche i più giovani del gruppo, creare armonia e non spaccature. Tecnico all’avanguardia, tattico anche nei dettagli minimi come un allenatore di basket e pure psicologo.

Vai col Bari. Oggi alle 18 sul campo principale del “Teofilo Patini” di Castel di Sangro andrà in scena la terza amichevole stagionale. Dopo una squadra di Seconda categoria (l’Atletico Sanniti Scontrone) e una di Promozione (il Castello 2000) arriva il primo test contro un’avversaria di pari categoria, anche se il Calcioscommesse e la giustizia sportiva potrebbero ricacciare i galletti pugliesi in LegaPro. Intanto sono nel campionato cadetto e domenica hanno giocato proprio con l’Atletico Sanniti, vincendo “solo” per 6-0 contro i venti gol segnati dagli amaranto agli stessi avversari. «In questo periodo – precisa Davide Nicola – i risultati contano meno di zero, perché ci sono squadre e giocatori più avanti nella condizione e altri invece imballati e pesanti per i carichi di lavoro. A me interessa come riusciremo a tenere il campo, vedere come i ragazzi sapranno mettere in pratica i principi di gioco che ho cominciato a introdurre. Io, rivedendo i filmati dell’anno scorso, sono partito dalle priorità ed è quello che io voglio verificare».

Le attese. «Voglio provare le cose che abbiamo già provato nelle prime due amichevoli – prosegue il tecnico amaranto – e chiaramente un’avversaria della nostra stessa categoria ci sarà risposte più probanti. Devo verificare se le cose che sembrano acquisite stanno già entrando nel Dna della squadra in modo da potermi spostare allo step successivo. Ma sempre in un contesto di grande continuità. Fino a questo momento ho visto che i ragazzi mi seguono tutti con grande attenzione e che i principi del mio calcio (pressing, attacco degli spazi, ripartenze, attenzione totale in fase di non possesso) vengono applicati con buona continuità. Aspettiamo i test di difficoltà crescente contro Bari e Pescara per avere un quadro più chiaro».

Formazione tipo. «Al momento non esiste – puntualizza Nicola – perché ho sempre mischiato i giocatori dei vari reparti per verificarne affiatamento, affinità, modo di integrarsi gli uni con gli altri. I sei attaccanti infatti hanno giocato tutti con tutti, idem per quanto riguarda difesa e centrocampo. Stiamo parlando di calcio amichevole e quindi la partita col Bari mi servirà anche per dare il giusto minutaggio a tutti. Qualcuno fino a oggi ha giocato più di un tempo a partita, vedi Dionisi, e allora cercherò di aumentare il tempo a disposizione degli altri. Ma sempre in un contesto di grandi rotazioni, perché tutti devono essere coinvolti, il ritiro ci serve anche per tornare a Livorno il 29 luglio con un’idea precisa sulla qualità delle nostre forze».

Beli e Sini. Dell’Agnello, Bigazzi e Lignani avevano saltato per un affaticamento muscolare il secondo test contro il Castello 2000, ma oggi ci saranno. Ovviamente presenti anche Belingheri e Sini, già utilizzati nel galoppo di sabato scorso. «Sini – precisa il tecnico amaranto – è l’ultimo arrivato in ritiro, l’anno scorso aveva giocato poco infortunandosi poi a una caviglia. Ora ha messo a posto quel problema, anche se in alcuni movimenti non dimostra di essere ancora libero, però sicuramente manderò in campo sia lui che Belingheri. Anche perché – lo voglio ripetere – il risultato nel calcio di luglio è l’ultima cosa che può interessare a un allenatore».

Colonnina in giù. L’ondata di maltempo che si è abbattuta sulle regioni adriatiche non ha risparmiato l’Abruzzo. Anche a Castel di Sangro l’altra notte è piovuto parecchio e la temperatura si è abbassata di colpo. «Pensavamo di dover cambiare campo di allenamento andando a scegliere una superficie sintetica – sottolinea Nicola – invece quando siamo usciti dall’hotel per l’allenamento del mattino abbiamo scoperto che il campo aveva tenuto benissimo e abbiamo potuto lavorare senza problemi. L’erba del campo laterale dove ci alleniamo aveva bisogno di acqua, invece di azionare le pompe è arrivata la pioggia». Oggi il Livorno entrerà nello stadio di Castel di Sangro per sfidare il Bari. E sabato sera (alle 21) l’ultimo round contro il Pescara.

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