Gioco
Platini vuole il fair play finanziario e il figlio è dirigente nel Psg...
ROMA. Lo sceicco Nasser al-Khelaifi, patron del Paris Saint Germain, ha versato al calcio italiano 99 milioni di euro per prendersi Ibrahimovic, Thiago Silva, Lavezzi e Verratti: tre stranieri e una...
ROMA. Lo sceicco Nasser al-Khelaifi, patron del Paris Saint Germain, ha versato al calcio italiano 99 milioni di euro per prendersi Ibrahimovic, Thiago Silva, Lavezzi e Verratti: tre stranieri e una giovane promessa nostrana. I milioni diventano 177,5 se consideriamo gli acquisti pregressi di Thiago Motta, Pastore e Sirigu. Il tutto dietro suggerimento di Carletto Ancelotti e di Leonardo, transfughi del nostro campionato e caritatevoli benefattori del povero calcio italiano. La stampa francese si chiede se con la sua politica lo sceicco - che supererà di questo passo Abramovich che ha spesso in dieci anni circa 1300 miliardi di euro - distruggerà la Ligue 1 facendo il vuoto attorno al club parigino e se mai Nasser Al-Khelaifi rispetterà (come ha promesso) il fairplay finanziario. Molti si son detti indignati perchè Ibrahimovic (14 milioni di euro, una cifra giudicata «indecente«) guadagna 90 volte più del primo ministro Hollande.
Il presidente della Lega di calcio Thiriez ha però fatto notare che solo l’anno scorso i club francesi hanno versato all’erario 622 milioni d’imposte, che cresceranno ora notevolmente, anche perché i prezzi degli abbonamenti e degli articoli sportivi legati al club parigino sono lievitati. La Francia calcistica è quindi in subbuglio, ma anche la Spagna. Il profetico Galliani da anni dice che il dominio dei club spagnoli era favorito dalla tassazione più leggera di cui godevano. Come in politica, i tedeschi (Rummenigge e il Bayern) - padroni dell’Europa non calcistica - sostengono che il loro rigore nel tenere a posto i conti, alla fine pagherà.
Il caro Platini col suo desiderio di bonificare il pallone grazie al «fair play amministrativo» potrà realizzare il suo sogno di pulizia, anche dopo che gli hanno subito sbattuto in faccia il lavoro del suo rampollo Laurent, avvocato che lavora per il Paris Saint Germain, uno dei club meno rispettosi del suddetto fair play?
C’è qualcosa che non quadra in questa storia, anche perché molti stanno già aggirando l’ostacolo con sponsorizzazioni strane. Forse Platini farebbe bene a sorvegliare e a far sì che le regole siano uguali per tutti.
Altrimenti si spacca il mondo del calcio tra mega-ricchi e poveri, più di quanto non lo sia stato sino ad oggi.
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