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Livorno

chusovitina, la ginnasta veterana

Oksana: sei Giochi, tre bandiere e un figlio malato di 13 anni

LONDRA. Quando lei vinceva il suo oro olimpico a Barcellona, molte delle sue attuali avversarie non erano nemmeno nate. Nel mondo delle ginnaste bambine, mamma Oksana è una rarità: a 37 anni la...

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LONDRA. Quando lei vinceva il suo oro olimpico a Barcellona, molte delle sue attuali avversarie non erano nemmeno nate. Nel mondo delle ginnaste bambine, mamma Oksana è una rarità: a 37 anni la Chusovitina, tedesca per necessità ma uzbeka di nascita, di smettere di volteggiare non ne vuole sapere.

A Londra per la sua sesta Olimpiade, la ginnasta nata a Bukhara il 19 giugno 1975, che in carriera ha vestito la maglia di tre Paesi, dall’ex Unione sovietica, passando all’Uzbekistan dal ’93 al 2006, ora dopo Pechino sfilerà di nuovo sotto la bandiera tedesca: 20 anni di attività, un record per uno sport in cui si nasce e si muore come le farfalle. Ma lei, tra i tanti scriccioli che passano dal cavallo alle parallele, è una sorta di highlander: alcune avversarie che troverà a Londra sono quasi coetanee di suo figlio Alisher, 13 anni, il motivo per cui la ginnasta ha trasferito al sua vita a Colonia. È in Germania, infatti, che il suo piccolo, malato di leucemia, ha portato avanti la battaglia con la malattia, e a Pechino a lui e alla Germania Oksana dedicò il clamoroso, impensabile argento arrivato nel volteggio.

Londra sarà il suo passo d’addio, poi farà l’allenatrice. «Sono felice già solo di esserci - racconta la campionessa, 11 medaglie mondiali - la ginnastica mi rende felice».

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