Gioco
Monovolume, rivoluzione Classe A
La Mercedes cambia tutto e la sua “piccola” diventa una berlina sportiva. In vendita da fine settembre
I tempi dell’Alce – un test realizzato con brusche sterzate durante il quale l’auto si ribaltò – sono lontani anni luce, ma pure quelli attuali rischiano di essere catalogati quasi come di un’era geologica fa. Boutade a parte è questo l’effetto che fa accostarsi alla nuova Classe A, in arrivo a fine settembre: rendere di colpo vecchie le due generazioni che l’hanno preceduta.
Non è solo una questione estetica, ma di concetto. Non era evidentemente più necessario, avranno pensato alla Mercedes, tenere nel portafoglio due monovolume medie (Classe A e Classe B) che negli anni avrebbero inevitabilmente finito col rubarsi clienti a vicenda. La soluzione? Subito trovata:meglio separare le due strade (almeno nel look, perché la piattaforma resta comunque la stessa) finché era ancora possibile, dunque da ora.
Ed ecco la metamorfosi: la Classe B assume sempre più le sembianze di una familiare, seppur dalle linee ricercate, mentre la Classe A vira decisa verso il carattere di una compatta sportiva che mette nel mirino le “colleghe” tedesche Audi A3 e, ancor di più, Bmw Serie 1 anche in virtù di una politica aggressiva pure nei prezzi, che partono da poco sotto i 23 mila euro per arrivare fino ai 36 mila.
Non piacerà più al pubblico femminile, fenomeno peraltro poco diffuso in Europa e rilevante soltanto da noi in Italia? Pazienza, la base-clienti si allargherà comunque, se non altro grazie a un’utenza più giovane. Che è poi uno fra gli obiettivi di questo, ma anche di altri modelli Mercedes arrivati di recente sul mercato. E poi non è detto che un’iniezione di testosterone, oltre a inorgoglire il sesso forte, non faccia anche innamorare quello gentile. Almeno questo sperano al quartier generale della Stella, dal momento che la Classe A è tra le vetture che si vendono di più in gamma.
Largo dunque ai fianchi levigati ma nervosi, al muso teso e imponente, al posteriore ben “piantato” che anche da fermo lascia presagire una certa tensione in avanti, anche se le sue forme sacrificano in parte la capienza del bagagliaio.
Nel complesso l’immagine della solidità, che trova ulteriore impulso in una gamma motori rinnovata: i benzina 1.6, da 122 e 156 cavalli, e il top di gamma (in attesa della versione Amg) 2.0 da 211 cavalli, nonché i diesel 1.8 da 109 a 136 cavalli, e più in là (verso la fine dell’anno) il 220 Cdi da 170 cavalli. Una scelta comunque ampia, che rispecchia la volontà di puntare su dinamica di guida (grazie ad un assetto ad hoc), maneggevolezza e prestazioni.
Con un occhio sempre attento, tuttavia, per la sicurezza (il Collision prevention assist è di serie ad esempio, così come l’Attention assist) e le nuove tendenze della multimedialità: al centro della plancia c’è infatti uno schermo touch screen che è praticamente un tablet, per interagire coi sistemi di bordo ed essere sempre connessi col mondo. Anche in questo, naturalmente, lo stacco col passato è netto.
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