Lutto
Lo squadrone in pedana e quello in vasca
Scherma: Livorno guida il dream team azzurro. E coach Campagna sente profumo di Settebello
LONDRA. Fra i 10.490 atleti presenti a Londra, l’Italia ne porta 290 azzurri. L’Italian Fencing Team, così come è stato definito da alcuni prestigiosi quotidiani britannici nel presentare le compagini più attese, porta a Londra 19 atleti, 10 donne e 9 uomini: 8 nel fioretto, 5 nella spada, 6 nella sciabola. L’età media della squadra azzurra di scherma è di 28,6 anni. Il più anziano, dall’alto delle sue 39 primavere è Luigi Tarantino; la più giovane della delegazione è invece Rossella Fiamingo che nei giorni scorsi ha compiuto 21 anni. Un altro dato interessante, dal punto di vista statistico, è quello relativo alle partecipazioni alle Olimpiadi. Sono infatti 12 gli atleti all’esordio olimpico a Londra. Valentina Vezzali e Gigi Tarantino sono gli azzurri più esperti in termini olimpici, dato che Londra sarà la loro quinta partecipazione; saranno alla terza presenza olimpica invece Andrea Cassarà, Aldo Montano e Gioia Marzocca, mentre per Ilaria Salvatori e Diego Occhiuzzi sarà la seconda volta; all’esordio sono invece i fiorettisti Valerio Aspromonte, Andrea Baldini e Giorgio Avola, le fiorettiste Elisa Di Francisca ed Arianna Errigo, l’intera squadra di spada femminile e lo spadista Paolo Pizzo, oltre agli sciabolatori Luigi Samele e Irene Vecchi. Curiosità geografica: nello squadron delle lame azzurre le città più rappresentate con 3 presenze sono Livorno (Baldini, Montano e Vecchi) e Napoli.
Grandi attese e speranze vengono anche dalla pallanuoto azzurra, il cui coach Sandro Campagna è uno dei personaggi più corteggiati dalla stampa. Medaglia d’oro vent’anni fa a Barcellona come giocatore, Campagna, classe 1963, è l’uomo-simbolo della pallanuoto azzurra, che arriva a Londra sull’onda lunga della vittoria mondiale di Shanghai, e fra le grandi favorite per l’oro. Lui, il ct, non si sottrae a onori e oneri: «Ce la possiamo giocare con tutti - dice - adesso ci concentriamo per entrare tra le prime 4 del girone, poi ci saranno i quarti e gli scontri diretti: facciamo un passo alla volta. Il nostro sogno lo conosciamo, ma il percorso è difficilissimo. Siamo in sei per il podio: con l’Italia ci sono Serbia, Montenegro, Croazia, Usa e Ungheria».
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