Gioco
L’ottava volta di Josefa. «Non farò la comparsa»
Idem: a 48 anni si sta allenando come una ragazzina. L’obbiettivo (minimo) è andare in finale
ROMA. «Per fare peggio c’è sempre tempo. Quindi a Londra arrivo con la convinzione che tutto è ancora possibile, sennò magari mi si presenta l’occasione di un’altra medaglia e mi sfugge perché non ci credo...»
È questo lo spirito con cui Josefa Idem, 48 anni a settembre, si accosta alla sua ottava Olimpiade (record per un atleta azzurro a pari merito con D’Inzeo nell’equitazione), dopo un oro, due argenti e due bronzi. La canoista di origine tedesca sta ultimando la preparazione con il marito e allenatore Guglielmo Guerrini in Val Senales, con ancora ben vivi nella memoria quei quattro millesimi di secondo che nel 2008 a Pechino la separarono dalla seconda medaglia d’oro (dopo quella vinta a Sydney) nel K1 500. A 44 anni i Giochi di Londra sembravano ancora molto lontani. Ma non per lei. «Ogni volta che pensavo di aver raggiunto il mio limite - spiega - sono andata un passo più in là. La mia carriera agonistica è come una valigia: quando sembra che non ci stia più niente, bisogna aggiungere i calzini, e ci stanno. E poi lo spazzolino, e via e via...»
Anche lei però pensa che questa sarà l’ultima occasione olimpica. «Penso proprio di sì - ammette - però mai dire mai. Intanto fatemela fare e vediamo». A Londra la famiglia sarà al completo. Oltre a lei e al marito tecnico ci saranno i figli Janek di 17 anni e Jonas di 9, che non sembrano voler continuare la tradizione familiare, alla canoa preferiscono il tennis. Ma la concentrazione, se possibile, dovrà essere ancora maggiore che nelle precedenti edizioni, a causa di un cambiamento di calendario che non lascerà respiro. «Se prima si disputavano le batterie, la semifinale e la finale a distanza di due giorni l’una dall’altra - spiega la Idem - quest’anno tra batterie e semifinali ci sarà solo un’ora. Senza contare che da 9 il numero delle finaliste è stato ridotto a 8. Per me è una penalizzazione, e non solo per l’età. Però i tempi sono buoni, e l’obbiettivo è quello di entrarci, in quella maledetta finale. E poi vedremo...»
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