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Cinque nomi in vetrina all’outlet dei bomber

Cinque nomi in vetrina all’outlet dei bomber

Pazzini, Matri, Quagliarella, Borriello e Gilardino: da salvatori della patria a merce per fare cassa

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ROMA. Pazzini, Matri, Quagliarella, Borriello, Gilardino: bomber italiani dal futuro incerto, la destinazione ancora ignota. Con un pericolo incombente: la loro precarietà potrebbe durare ancora un mese abbondante. Non è forse vero che, due estati fa, due pezzi da novanta come Ibrahimovic e Robinho cambiarono casacca, approdando al Milan, quasi sul gong del mercato, a poche ore dalla chiusura del 31 agosto? Già, perché, da Ferragosto in avanti, complice il tempo che inesorabilmente trascorre, i cartellini diventano quasi a prezzo di saldo. Trattative fino ad allora restate in una fase embrionale che all'improvviso, vivono una accelerazione. Perché chi vuole vendere ha bisogno di monetizzare e chi deve comprare non puo' piu' attendere.

Giri d'orizzonte, chiamiamoli così. Sono piccoli approfondimenti che una decina di club hanno deciso di compiere per sapere i costi dei cinque centravanti italiani. Tutti, bene dirlo, dal futuro incerto. La curva Sud, la scorsa settimana, ha sonoramente fischiato Marco Borriello, ormai lontanissimo dai progetti di Zeman e della Roma americana. Si cercano acquirenti, con la speranza che l'agente del giocatore (e lo stesso centravanti) decidano di guadagnare (considerevolmente) di meno. Allo stato attuale i 5,4 milioni di euro incassati annualmente da Borriello sembrano retaggio di un calcio che fu, ricco e quasi sfrontato.

L'Inter ha praticamente offerto a mezzo mondo Pazzini. L'affare si sarebbe concretizzato se solo il centravanti di Pescia avesse accettato le laute offerte pervenute dalla Russia. Ha deciso di aspettare, sebbene il suo ruolo nell'Inter sia sempre più marginale. Milito, Palacio, Alvarez, Coutinho. Stramaccioni punta su di loro.

Il destino di Matri e Quagliarella è diabolicamente intrecciato. Se parte uno resta l'altro. E viceversa. Con la differenza che, rispetto all'anno scorso con Del Piero, Conte ha in animo di concedere molti minuti ad un talento come Giovinco. Coniugandone la classe con i guizzi di Vucinic, dimezzando, pertanto, il loro utilizzo. Matri è stato offerto alla Fiorentina per avere Jovetic. Sempre in bianconero c’è Quagliarella che, dopo l'infortunio, ha avuto necessità di più tempo per tornare sé stesso. E poi c'è Gilardino: senza Palacio, il Genoa non dovrebbe avere dubbi sulla sua permanenza in rossoblù. Ma il Genoa è un cantiere aperto, i problemi sono mille e il futuro mica scritto con decisione. È arrivato Immobile, un'altra prima punta. Gilardino, fino ad ora, non si è espresso. Vanta pero' molti estimatori, soprattutto all'estero.

Cinque nomi, cinque storie. Tutti sulla graticola, precari di lusso. In attesa di conoscere cosa riserverà loro il futuro.(g.b.)

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di Redazione web