Gioco
Il baby dell’Empoli che vuole rinviare il Ramadan
Konate non potrebbe mangiare durante la preparazione. «Chiederò a mia madre di essere dispensato»
EMPOLI. L'attesa è stata lunga, a tratti estenuante, e proprio in vista del traguardo è spuntato anche un altro ostacolo. Dramane Konate, classe 1994, ha aspettato più di due anni per avere il via libera ed essere tesserato con l'Empoli. Risolti i problemi burocratici è stato aggregato alla prima squadra per l'inizio di un'avventura affascinante. Ma, come accennato, si è trovato di fronte ad un altro problema: il Ramadan.
Già, perché il giovane calciatore è un musulmano praticante (prega 5 volte al giorno, tutti i giorni) e ora è iniziato il mese sacro dell'Islam. Quello del digiuno, cioé, durante il quale è proibito non solo fumare o praticare il sesso, ma anche mangiare dall'alba al tramonto. È uno dei precetti su quali si fonda la religione e Konate lo ha scrupolosamente seguito ogni anno. Stavolta, però il calendario arabo ha fatto coincidere il Ramadan proprio con il periodo della preparazione, la sua prima preparazione in prima squadra. «Non può digiunare e sostenere questi carichi di lavoro», ha spiegato il preparatore atletico azzurro, Claudio Selmi. Ma dal Ramadan si può essere dispensati. O meglio, si può rinviare il mese di digiuno a un altro periodo dell'anno. Secondo le interpretazioni più restrittive possono farlo le donne incinte, quelle che allattano, i malati cronici e i bambini. Per altri, però, il concetto si allarga a chi è in viaggio o per motivi di lavoro. E proprio per lavoro il difensore ivoriano ha deciso di rinviare. «Chiederò il permesso a mia madre - racconta - perché dopo tutto il tempo passato ad aspettare non vorrei dovermi fermare un'altra volta. Ovviamente è impossibile osservare il Ramadan e allenarsi due volte al giorno: dovrei mangiare entro le 4 del mattino. Non vedo l'ora di poter giocare una partita - sottolinea - perché aspettare più di 2 anni è stata un'impresa durissima».
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