Gioco
Bentornato Livorno Alle 18 il primo test del gruppo di Nicola
Gli avversari saranno i dilettanti dell’Atletico Sanniti Il tecnico: «Voglio vedere gli schemi, se sbagliamo... meglio»
INVIATO A CASTEL DI SANGRO. 18 luglio alle ore 18. Il Livorno sceglie questa congiunzione astrale per battezzare sul campo la nuova avventura targata Davide Nicola. E debutterà proprio oggi in quello stadio maledetto, il “Patini”, dove nel 1995 perse un’amara semifinale di playoff per la promozione in C1. Sulla panchina amaranto c’era Campagna, su quella abruzzese Osvaldo Jaconi, il “Voz” che sette anni dopo doveva riportare finalmente il Livorno in serie B.
Ciak, si gioca. È la prima uscita stagionale, dopo quattro giorni di lavoro duro nel ritiro e altri quattro di conoscenza a Tirrenia. Muscoli intossicati, idee nuove, calcio diverso. Davide Nicola aspetta e spera: «Voglio vederli sbagliare il più possibile - dice - per iniziare ad applicare i nostri principi di gioco: senso di appartenenza, aiuto reciproco, disponibilità a costruire un calcio propositivo. Queste prime quattro partite dovranno darmi un’idea di come intendiamo il possesso palla, la compattezza tra i reparti e l’occupazione degli spazi. Voglio che i ragazzi capiscano il tempo e gli spazi di giocata, perché un’azione al suo interno contiene almeno quattro-cinque soluzioni diverse. Per questo bisognerà essere veloci di pensiero. Quando hai uno schema per gli avversari è più facile studiarti e adottare le contromisure, così invece diventi meno prevedibile, è più difficile bloccarti. Certo, ci vuole più tempo ma questa è anche una concezione moderna del calcio».
Quattro test. Oggi contro i dillettanti dell’Asd Atletico Sanniti, squadra del paese di Scontrone, che milita nel campionato di Seconda categoria molisan, sabato alle 18 contro il Castello 2000 (la seconda società del luogo, visto che il Castel di Sangro è praticamente fallito) , il 24 col Bari e il 28 Memorial Morosini con il Pescara vedovo di Zeman. Quattro impegni di difficoltà crescente, com’è giusto che sia.
«Queste amichevoli - dice Nicola - mi permetteranno di vedere dove lavorare e dove c’è richiesta di intervento, capire se una cosa è stata acquisita oppure no. I miei principi, lo ribadisco, sono questi: senso di appartenenza del gruppo al gioco espresso, squadra compatta sia in senso longitudinale che in latitudine, capire tempi e spazi di giocata. Voglio vederli sbagliare perché almeno vorrà dire che cercano di mettere in pratica queste idee. La formazione? Giocheranno sempre tutti, e li mischierò, per conoscere meglio le loro caratteristiche».
Secondo gradino. Inutile chiedere a mister 110 e lode a che punto è il Livorno. «Questo è appena al secondo step di lavoro: dopo quello della conoscenza individuale siamo alla conoscenza sul calcio in generale. Voglio che i miei giocatori interpretino il campo come una scacchiera e arrivino a ragionare all’unisono. Durerà più tempo, ma questa è la strada. Poi nel terzo step arriveranno i dettagli, quelli che fanno la differenza: l’impatto e l’approccio psicologico alla gara e agli avversari. Perché il calcio è uno sport situazionale, ma un’azione non è mai uguale all’altra, e ogni giocatore può inibire l’avversario anche solo per il modo di guardarlo».
Formazione. Davide Nicola non lo dice, ma il Livorno oggi potrebbe schierarsi con questi uomini, secondo un modulo 4-3-3: Mazzoni; Salviato, Bernardini, Lambrughi, Gemiti; Schiattarella, Luci, Remedi; Siligardi, Paulinho, Dionisi. Oppure con Siligardi e Paulinho leggermente dietro a Dionisi. Fermo Belingheri per un leggero problema alla caviglia, non ancora pronto Sini. Cosa accadrà, direbbe Lucio Battisti, lo scopriremo solo vivendo. E osservando la partita. Nel secondo tempo, naturalmente, cambio totale. Anche perché i dilettanti avversari dovrebbero costituire un osso tenero da mordere, e in questo calcio di luglio il risultato è la cosa meno importante.
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