La protesta
Un genovese e un peruviano per far correre il gruppo
CASTEL DI SANGRO. La strana coppia. Un genovese e un peruviano. A mettere benzina nel motore dei muscoli amaranto ci pensano Gabriele Stoppino e Javier Livia, una novità assoluta e una promozione...
CASTEL DI SANGRO. La strana coppia. Un genovese e un peruviano. A mettere benzina nel motore dei muscoli amaranto ci pensano Gabriele Stoppino e Javier Livia, una novità assoluta e una promozione dall’interno. Stoppino, 32 anni, era con Davide Nicola nelle ultime due stagioni al Lumezzane, il figlio delle Ande (41 anni) invece ha scalato tutti i gradini dentro la società amaranto fino a vedersi aprire la porta della prima squadra. Laurea in scienze motorie, settore giovanile di Genoa e Sampdoria, quattro campionati in serie D (tre alla Lavagnese, uno a Novi Ligure), quindi l’esperienza con il nuovo mister che l’ha voluto con sé a Livorno. «Un allenatore molto capace - dice Stoppino, grande appassionato di basket e tifoso dell’Emporio Armani Milano - oltrechè una persona fantastica. Umiltà incredibile e in grado di creare subito un’empatia con i giocatori, cosa che ti fa partire già in vantaggio. Nicola meritava questa opportunità e sono sicuro che la sfrutterà in pieno».
La storia di Javier Livia invece è più curiosa, quasi un gratta e vinci. «Lavoro nel calcio da 23 anni - racconta in un italiano perfetto - e quando ero alle dipendenze della Nazionale del Perù, dove mi occupavo delle giovanili, fui invitato dalla Federcalcio italiana per un corso a Coverciano. Ero alloggiato presso una famiglia di Livorno e nella vostra città ho conosciuto Enrico Bacciardi e Miguel Vitulano. Sono stati loro ad inserirmi nel settore giovanile amaranto. E ora inizio il settimo anno di lavoro. Sono partito dai più piccoli, poi quattro stagioni da preparatore nella Primavera, quindi il salto. Per me è una crescita professionale importante, un premio. Per questo ringrazio Elio Signorelli e Attilio Perotti che mi hanno dato fiducia».
Non esistono gerarchie fra i due “benzinai” amaranto. «Lavoriamo in sinergia - sottolinea Stoppino - tanti occhi vedono meglio di due. La ricetta è arrivare alla prima di campionato in forma e cercare di mantenerla per tutto l’anno, evitando i picchi, perché servono a poco. Certo, il ritiro prevede uno step di lavoro a secco per il ripristino delle capacità aerobiche, ma i ragazzi sono stati veri professionisti anche durante la sosta, nessuno è arrivato al raduno sovrappeso». Cardiofrequenzimetro per valutare i tempi di recupero, bioimpedenziometro per verificare il rapporto massa grassa/massa muscolare, «perché a occhio - dice Javier Livia - non si può dire questo è grasso e lui è magro». Stoppino e Livia sono figli della tecnologia. Per costruire un Livorno da corsa e capace di essere costante per tutto l’anno. Hanno accettato la scommessa, un contratto di dodici mesi. «Poi starà a noi meritarci la riconferma». Mettendo benzina speciale nei muscoli amaranto.(r.m.)
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