Gioco
Luci, il grido del capitano «Un rinforzo per reparto»
C’è voglia di sfidare la diffidenza e l’impatto col nuovo tecnico è stato ottimo «E ai tifosi dico: venite allo stadio a tifare per la maglia, quella resta sempre»
INVIATO A CASTEL DI SANGRO. La pasta del capitano è un dentifricio, ma anche la faccia pulita di Andrea Luci, 27 anni, forgiato nell’acciaio di Piombino, uomo simbolo di questo Livorno che riparte a fari spenti e col vento in faccia. Per sfidare le avversarie e anche la diffidenza di un ambiente che sperava di poter dare l’assalto alle zone nobili della classifica al terzo atto di un piano triennale che invece ora parla una lingua diversa. Lo scenario è cambiato, l’obiettivo non sono più i playoff, ma una salvezza tranquilla.
Andrea, comè iniziata l’avventura con Davide Nicola?
«Abbastanza bene, visti i primi giorni di lavoro. Il nuovo staff è composto da gente preparata, esigente e il gruppo ha accettato volentieri di mettersi all’opera».
Dopo una salvezza col cuore in gola la gente si aspetta di non soffrire più...
«Li comprendo. Il gruppo mi sembra migliore di quello dell’anno scorso, anche se qualche innesto di esperienza servirà, almeno uno per reparto. Per esempio come centrali difensivi ci sono Bernardini e uno che invece si deve adattare, cioè Lambrughi. Ripeto: aggiungere un pezzo in ogni reparto mi sembra necessario».
E a centrocampo?
«Stesso discorso. Si sentono fare dei nomi anche di giovani promettenti: va bene, ma tutto dipende dalle loro qualità».
L’attacco al momento è un punto interrogativo, legato al dio mercato.
«Spero che Dionisi e Paulinho restino tutti e due, sono una gran coppia».
E ora la patata bollente: la frattura tra curva nord e Spinelli. Cosa ne pensa il capitano amaranto?
«È una frizione che andrà molto a scapito nostro: avere una curva piena come nell’ultima partita contro il Grosseto sarebbe fondamentale, gli avversari scendono in campo molto più intimoriti».
Il capitano Luci e magari Mazzoni potrebbero scendere in campo per tentare una mediazione?
«Al punto in cui è arrivata la situazione non vedo molti margini per poter mediare, certi rapporti ormai sono al limite. Mi auguro soltanto che i tifosi vengano allo stadio per aiutare il Livorno, la maglia della propria città, soprattutto se la squadra dovesse rimanere così giovane».
Il presidente Spinelli ha detto, forse per una provocazione, di voler chiudere le curve.
«Chiudere la curva andrebbe sempre a discapito della squadra. Chi va nella nord non si sposterebbe certo in un altro settore. Semplicemente non verrebbe più allo stadio».
In questo mare di dubbi Andrea Luci rimane una delle poche certezze a cui aggrapparsi, il modello di giocatore che tanto piace ai livornesi.
«Fa piacere, mio cugino Aldo Agroppi mi ha sempre detto che questa è una piazza difficile, ma stimolante. Ho un contratto fino al 2014, sono sempre stato accolto bene, i miei figli Marco (quattro anni) ed Edoardo (sei mesi) vanno all’asilo a Livorno. Mi sento a casa, insomma».
Parliamo di calcio: Nicola sceglierà il 4-3-3?
«Lo vedremo, per ora siamo ancora in fase di sperimentazione. Nel centrocampo a tre io preferisco fare la mezzala, l’esterno largo no, anche perché la mia spinta sarebbe veramente scarsa...».
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