Il Tirreno

Livorno

A parte Lorenzo, ha vinto l’Italia

di Cristiano Marcacci
A parte Lorenzo, ha vinto l’Italia

Dovizioso terzo e Valentino buon quinto, il Gp di casa ha portato bene. Ma al Mugello meno gente: biglietti troppo cari?

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SCARPERIA. Valentino Rossi che torna ad annusare l’aria che era abituato a respirare, Andrea Dovizioso in grande crescita (forse una Yamaha ufficiale se la meriterebbe), Jorge Lorenzo con il vestito da extraterreste e Casey Stoner sempre più nella polvere, quella delle vie di fuga (gli avremmo dato volentieri un consiglio: mai dire “smetterò di correre”, dici “smetto” e basta, altrimenti da quel giorno non sei più un grande pilota). Queste le istantanee che raccontano in estrema sintesi il Gran Premio d’Italia sul circuito del Mugello, nona prova del campionato iridato. La vittoria di Lorenzo e della sua Yamaha è la fotografia di uno strapotere schiacciante, di un autentico dominio. Sin dal mattino, quando nel warm-up il centauro spagnolo ha rifilato quasi mezzo secondo a Dovizioso (con la Yamaha privata della Tech 3), si è capito subito che la “pole” perduta il giorno prima era solamente il frutto di alcune coincidenza sfortunate. Per quanto riguarda la testa della corsa, il sapore della competizione è durato solo quattro giri, dopo i quali Lorenzo ha cominciato a guadagnare asfalto rispetto agli avversari. Addirittura, il leader della classifica del Mondiale si è potuto permettere il lusso di impennare e di salutare il pubblico un paio di chilometri prima della bandiera a scacchi. Gli appassionati si sono divertiti senz’altro di più nell’assistere alle schermaglie nelle retrovie, alle spalle del duo Lorenzo-Pedrosa. Al nono giro il primo brivido, con Dovizioso che arriva leggermente lungo alla staccata della San Donato e Bradl (Lcr Honda) che lo infila soffiandogli la terza posizione. Nello stesso giro si registra la seconda figuraccia consecutiva del campione del mondo in carica Casey Stoner (Honda), reduce dalla caduta all’ultimo giro al Sachsering: l’australiano va dritto nella sabbia al Correntaio dopo un evidente errore d’impostazione, perdendo ben quattro posizioni, e nel tentativo di recupero si fa prendere eccessivamente dalla smania e arriva a toccarsi pericolosamente con Barbera in fase di sorpasso. A tre giri dalla fine Dovizioso sente il calore dei tifosi di casa e piazza la mossa vincente andandosi a riconquistare, in entrata alla San Donato, il terzo posto ai danni di Bradl. Finale tutto in crescendo anche per Valentino Rossi, galvanizzato da buona parte della numerosa platea del Mugello arrivata praticamente solo per lui. Aggrappato con le unghie e con i denti alla classe e al talento, Valentino è stato autore di una gara d'attacco, arrivando negli ultimi giri, con il fiato di Cal Crutchlow sul collo, ad attaccare il compagno di squadra Nicky Hayden. L'americano ha perso l'opportunità di vincere la gara delle Ducati per un suo errore, che lo ha fatto diventare facile vittima di Rossi. Alla fine, il quinto posto del campionissimo di Tavullia, a poco più di un secondo dal podio, è indubbiamente un risultato soddisfacente. «Sotto un certo punto di vista – ha detto Rossi dopo la gara – è un quinto posto che mi sta bene. Nelle prove soffriamo moltissimo, riesco a fare un buon ritmo con le gomme dure, ma con questa moto non riesco a fare meglio. Poi, oggi non sono partito malissimo, ma avevo davanti una Crt, poi mi sono liberato presto, ho avuto un buon passo e potevo anche lottare per il podio. Se qualcuno me lo avesse detto ieri (sabato per chi legge, ndr), l’avrei preso per matto».

Nuovamente impeccabile l’organizzazione del circuito del Mugello, nonostante il dato ufficiale parli di una notevole contrazione dei paganti: sono stati quasi 89.000 gli spettatori che nei tre giorni hanno affollato le colline dell’autodromo del Mugello per assistere al Gran Premio d’Italia, 64.000 solo nella giornata di domenica. Pubblico inferiore quindi rispetto all’evento dello scorso anno (127.000 le presenze totali), quando solo per il giorno di gara era stata raggiunta quota 83.000.

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