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Amaranto, primo giorno in Abruzzo

Amaranto, primo giorno in Abruzzo

Nicola manda subito in campo i giocatori ad allenarsi: da oggi doppia seduta

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LIVORNO. Sei ore abbondanti di pullman per raggiungere Castel di Sangro, scaricare i bagagli all’hotel Don Luis e poi correre subito sul campo, a cinquanta metri dall’albergo che fino al 28 luglio ospiterà gli amaranto nel ritiro in Abruzzo.

Il mister Nicola ha portato i suoi ragazzi sul campo per un’ora e mezzo di allenamento: riscaldamento, torello e poi una partitella a metà campo con la massima libertà per i giocatori di muoversi secondo le loro attitudini. Liberi di giocare come si sentivano. E i tre portieri si sono alternati a difesa delle due porte. Il Livorno non si è allenato sul campo maledetto che nel 1995 lo vide perdere in C1 un’incredibile semifinale di playoff contro il Castel di Sangro, ma nell’antistadio, situato comunque dentro il recinto dello stadio stesso. «Un campo bellissimo – dice l’accompagnatore Furio Rocchi – con spogliatoi belli e pulitissimi. Nello stadio vero e proprio ci giocheremo le amichevoli, per gli allenamenti invece usiamo il campo sussidiario».

Molto pimpante, reattivo, voglioso e con le idee chiare Davide Nicola, il mister debuttante che affida alla panchina amaranto le sue chance di dare la scalata al calcio che conta, uno stato d’animo capace di contagiare tutta la truppa. Il clima a Castel di Sangro (seimila abitanti, 793 metri di quota) è ideale per un ritiro precampionato. Di giorno fa caldo, ma la notte la temperatura diventa fresca, come va giù il sole c’è tutta un’altra aria rispetto all’afa lasciata a Livorno. E da oggi si fa sul serio con due sedute giornaliere.

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di Redazione web