Gioco
Gemiti, faccia da leader Molinelli, il piccolo Pirlo
Presentati i due nuovi acquisti amaranto. Il terzino sinistro che viene dal Novara disposto a fare da chioccia, l’ex Primavera del Genoa è una scommessa di Perotti
LIVORNO. Occhi azzurri e capelli biondi il centrocampista Andrea Molinelli. Carnagione olivastra e cresta nera corvina il difensore Giuseppe Gemiti. Strano, ma vero: il tedesco nato a Francoforte è proprio il terzino sinistro proveniente dal Novara. Trentuno anni, dodici in più del suo nuovo compagno di squadra che siede vicino a lui, l'erede di Mirko Pieri sulla corsia mancina ha parlantina svelta e idee chiare: «L'idea di venire a Livorno - dice - mi è subito piaciuta. C'è stato un piccolo ritardo nella definizione della trattativa solo perché dovevo risolvere alcune questioni burocratiche con la mia vecchia società. Con quella amaranto, infatti l'accordo è stato trovato subito».
Grinta ed esperienza. Gemiti ha la faccia del vecchio bucaniere. Uno che nella sua carriera ne ha viste tante e che non si impressiona tanto facilmente: «Ho iniziato a giocare in Germania, poi sono arrivato in Italia: Problemi di ambientamento ? Nessuno anche perché in famiglia abbiamo sempre parlato il tedesco ma anche l'italiano». Poi racconta un altro passaggio chiave della sua vita di calciatore. »Nel 2010 ero in scadenza di contratto con il Modena quando mi infortunai. Sono rimasto fermo sei mesi e sono ripartito dalla Prima Divisione con il Novara». Una scelta che per molti poteva sembrare azzardata, ma non per questo ragazzo di Francoforte che poi spiega perché ha scelto la soluzione livornese: «A Novara era finito un ciclo bellissimo. Là ho vissuto stagioni importanti, ma avevo bisogno di nuovi stimoli, di forti motivazioni e Livorno è la piazza giusta per cominciare una nuova avventura». L'anno scorso il tedesco ha giocato praticamente sempre titolare in serie A: «Sì. E ho pure segnato un gol nella partita con il Siena. Posso giocare nella difesa a tre, a quattro o a cinque. Sono il classico esterno sinistro».
Leader. La parola magica rimbalza spesso nei corridoi della sede del Livorno, come nello spogliatoio e tra i tifosi. Gemiti sorride e afferma deciso: «Il gruppo – dice ai giornalisti schierati al centro Coni di Tirrenia – è molto giovane. Da parte mia conto di trasmettere i valori giusti ha chi ha meno esperienza di me. Io uno dei leader? Sono arrivato da poche ore e voglio entrare nello spogliatoio in punta di piedi. Certamente non è un ruolo che mi spaventa perché sta nelle cose che all’interno di un gruppo i più anziani diano l'esempio ai ragazzi».
Il mister. Anche Davide Nicola, l'allenatore, è giovane, e anche al debutto in serie B dopo due anni trascorsi al Lumezzane: «Lo so - dice Gemiti - e per questo ha voglia di emergere. Per ora ho parlato poco con lui perché sono appena arrivato, ma l'approccio è stato ottimo. C'è tanto lavoro da fare. Ma sono felice di essere qui». A proposito di tecnici, il nuovo terzino sinistro amaranto cita i due che sono stati fondamentali per la sua crescita: «Sono stato benissimo con Luciano Spalletti e Udine e con Attilio Tesser a Novara».
Il piccolo Pirlo. Diciannove anni, la faccia pulita e i piedi buoni. Andrea Molinelli arriva al Centro Coni scortato dalla madre e dalla sorella. Indossa la polo d'ordinanza perché si allena già con il gruppo da due giorni. E' timido e parla quasi sottovoce: «Spero di ritagliarmi il mio spazio. Sono qui per lavorare duramente. L'importante sarà ascolta i consigli dei più esperti. Le mie caratteristiche? Posso giocare davanti alla difesa o dietro le punte, ma anche defilato. Fatte le debite proporzioni alla Pirlo».
Curiosità. Molinelli l'anno scorso con la Primavera del Genoa realizzò un gol al Livorno: «Segnai su calcio di punizione, nella porta amaranto c'era De Lucia. Acqua passata. Adesso sono qui e tocco il cielo con un dito. Pensate che quando giocavo nelle giovanili del Piacenza e facevo il raccattapalle al 'Garilli', in prima squadra c'era proprio Gemiti». Il primo impatto con la nuova realtà è stato positivo: «In questo gruppo ci sono molti ragazzi giovani. E' stato facile entrare subito in sintonia. E Nicola è un ottimo allenatore». 'Moli' passa e chiude. Ma prima mostra il tatuaggio sull'avambraccio destro. E' una frase: «Vivi ogni giorno come se fosse l'ultimo». Sarà pure timido, il ragazzo, ma ha grinta da vendere. E se Attilio Perotti, uno che mastica calcio da una vita, è pronto a scommettere sul suo talento, allora c'è da ben sperare.
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