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Livorno, si parte a fari spenti

di Fabrizio Pucci
Livorno, si parte a fari spenti

Oggi il raduno degli amaranto: il via con poco entusiasmo e polemiche tra tifosi e società

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LIVORNO. Motore acceso. Il Livorno riparte. Quarantacinque giorni dopo la vittoria-salvezza con il Grosseto, gli amaranto si tuffano nella nuova avventura con la speranza di andare incontro a una stagione meno tormentata di quella che ci siamo appena lasciati alle spalle.

Manico nuovo. Il 2012/13 certifica l'abbandono del filone degli allenatori esperti. Una fase inaugurata dalla gestione di Giuseppe Bepi Pillon, proseguita con Walter Novellino e, nonostante la giovane età pure da Armando Madonna, prima della conclusione targata Attilio Perotti.

Stavolta il presidente Aldo Spinelli ha deciso di affidarsi a un tecnico emergente e debuttante in categoria: Davide Nicola, l’anno passato sulla panchina del Lumezzane, fresco di laurea al supercorso di Coverciano dove ha ottenuto il massimo dei voti. L'auspicio è che il tecnico piemontese emuli due suoi illustri predecessori: Roberto Donadoni e Walter Mazzarri che proprio sulla panchina amaranto vissero la loro prima stagione in serie B con ottimi risultati.

L'obiettivo. Se c'è un appunto che non può essere mosso alla società è stata la chiarezza nella definizione dell'obiettivo di stagione: la salvezza da conquistare senza le sofferenze dell'anno scorso. Tutto quello che verrà in più, sarà ben accetto, ma per ora la linea è quella di partire a fari spenti. Da una parte è una posizione legittima. Meglio volare bassi fin dal principio e magari poi decollare a primavera, che promettere la luna nel pozzo adesso.

La squadra. Quello che oggi va a sfidare la canicola estiva e si sottopone ai primi test clinici e atletici è un gruppo incompleto e comunque lontano da quello che andrà a lottare sui campi della serie B. Saranno aggregati molti giovani (Sannino, Torri solo per citarne alcuni) e ci sono elementi che sono destinati a partire. Mancano soprattutto i volti nuovi. Ma ormai è costume (non solo livornese per la verità) definire l'organico durante tutta l'estate. L'idea della squadra già formata a metà luglio appartiene a un calcio d'altri tempi.

Il clima. La curiosità maggiore, visto che non ci sono facce nuove da conoscere, riguarda i tifosi e il loro approccio alla nuova stagione. La scorsa settimana ha portato la definitiva rottura tra società e curva nord, mentre i club si stanno organizzando per ritrovare una sintonia perduta un paio d'anni fa.

Al netto di questi due eventi la sensazione è che in questo torrido martedì di luglio vada in scena la versione amaranto del grande vuoto verificatosi nei giorni scorsi a Firenze quando il primo giorno di scuola dei viola è stato seguito da zero sportivi: una tristezza infinita che genera qualche riflessione.

La prima: se regna l'indifferenza significa che qualcosa ha smesso di funzionare nel rapporto tra la società e òa cikttà. La seconda: l'obiettivo del campo è la salvezza? Bene, ma deve andare strettamentea a braccetto con l'altro che è quello di ritrovare il feeling con chi ha il sangue amaranto nelle vene.

Quale dovrebbe essere quindi la strada da percorrere ? Un pizzico di intraprendenza in più e il coraggio di investire su uno o due giocatori dal rendimento pressoché sicuro, che possano diventare subito i leader del gruppo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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