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Livorno prepara il rilancio Il notaio Riccetti presidente

Livorno prepara il rilancio Il notaio Riccetti presidente

LIVORNO. Cambio al vertice della ottantunenne società del Livorno Rugby: dopo aver ricoperto a lungo la carica di vicepresidente, ed aver assunto negli ultimi due anni la guida del settore giovanile,...

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LIVORNO. Cambio al vertice della ottantunenne società del Livorno Rugby: dopo aver ricoperto a lungo la carica di vicepresidente, ed aver assunto negli ultimi due anni la guida del settore giovanile, Giovanni Riccetti è subentrato, alla scadenza naturale del mandato, a Sergio Tobia come presidente del sodalizio labronico. Si tratta di un percorso oramai collaudato, quello del passaggio dalla presidenza giovanile a quella dell'intero club, già seguito, oltre che dallo stesso Tobia, anche da Fabio Squarcini, che aveva guidato la società dal 2002 al 2008.

Classe '58, notaio, oltre 15 anni trascorsi da giocatore («di qualità assai modesta»), una grandissima passione per questo sport, che l'ha portato a girare mezzo mondo, quello di matrice anglosassone, per il gusto di seguire dal vivo partite di alto livello, internazionale e di club.

Cosa l'ha spinto ad avanzare la sua candidatura?

«Da un lato si è trattato di un naturale ricambio all'interno di uno staff dirigenziale oramai collaudato, dall'altro si è voluto dare una nuova ottimistica spinta ad un ambiente che ha dovuto, a causa delle contingenze economiche generali, vivere un ridimensionamento dei propri bilanci, ed aveva bisogno di una scossa. E proprio in questo senso mi sono subito mosso».

Parliamo allora di risorse: a cosa si può ambire in una situazione economica come l'attuale?

«Il rugby italiano, oramai, non può che proseguire la strada recentemente intrapresa: da un lato il settore professionistico, limitato a 2-4 squadre (ma sono convinto che vi sia lo spazio per una franchigia tutta toscana) che possono partecipare al massimo livello europeo ottenendone i necessari ritorni economici, dall'altro tutto il resto del movimento, che deve recuperare i propri originari caratteri di dilettantismo. Ed è questa la linea che intendo perseguire anche se puntiamo subito a tornare in A».

Peccato per la retrocessione in serie B...

«Ovviamente una retrocessione non può che essere vissuta come insuccesso, ma nel nostro caso si è trattata comunque di una stagione eccezionale: è doveroso ringraziare i tecnici Saccà e Goti, entrambi confermati, e l'intera rosa della formazione seniores, che ha giocato tutta la stagione contro formazioni ben più attrezzate».

Si punta tutto sul vivaio.

«Assolutamente. D'altronde abbiamo uno staff tecnico di assoluto valore e un grande movimento».(d.s.)

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