Gioco
Landi, in sella con il Nicchio nel cuore
Il jockey nostrano è originario di Siena: «Il Palio, vera emozione»
LIVORNO. Domenica scorsa doveva essere tra i protagonisti del Derby serbo che si disputa a Belgrado.
Stefano Landi dopo le belle performance colte la settimana precedente nel fantasmagorico impianto austriaco di Magna Racino non era sfuggito agli occhi di alcuni trainer dell'ex-Jugoslavia che lo avrebbero ingaggiato molto volentieri.
Il jockey senese a Vienna è finito sconfitto ma senza alcuna colpa nel Derby locale, ma è riuscito comunque a riportare una bella vittoria nella "listed" di spalla alla corsa clou, oltre ad una serie di ottimi piazzamenti. Landi ha un particolare feeling con gli ippodromi viennesi: nel lontano 1983 proprio a Vienna, anche se nel vecchio ma sempre affascinante ippodromo di Freudenau, immerso nel verde del Prater, aveva montato il suo primo derby e che la passata stagione, ma a Magna Racino, è riuscito a far sua la prova più importante del circuito austriaco.
In Serbia sarebbe invece stato un debutto a tutti gli effetti ma vuoi la difficoltà di pianificare con i giusti tempi la lunga trasferta e, soprattutto, la vicinanza in ordine temporale del Palio senese ha spinto il jockey a rinunciare ai molti ingaggi che avrebbe potuto sostenere in quel di Belgrado.
Noi lo consideriamo livornese ma non dobbiamo dimenticare che Landi ha nel sangue il Dna di Piazza del Campo. A Siena vivono mamma e babbo, un fratello gemello, che per la pazzesca somiglianza ci ha spesso tratto in inganno, la sorella e i nipoti, e non manca mai una volta a tifare la sua contrada (il Nicchio) nelle "giravolte" di piazza.
Anche lunedì ha voluto esserci e forse anche per questo ha deciso di rinunciare ai soldi e anche ad un po’ di notorietà in Serbia. Il Palio è.....Palio e per un senese che si rispetti va oltre qualsiasi altra argomentazione. Ma come vive un jockey affermato l'attesa e la disputa della contesa a Piazza del Campo.
«Io personalmente la vivo e la seguo da contradaiolo vero e proprio - esordisce Landi - e non riesco a valutare con la dovuta freddezza se un fantino ha montato bene oppure no anche perché tra salire in groppa ad un purosangue in un ippodromo, e montare il Palio c'è una differenza abissale».
Lunedì scorso Misteriosu, abbinato all'azzurro con liste rosse e gialle del Nicchio, si è reso autore di una rimonta mozzafiato che lo ha portato a scalare posizioni su posizioni senza però riuscire a scavalcare il cavallo dell'Onda con Luigi Bruschelli (in arte "Trecciolino") giunto alla tredicesima vittoria a Piazza del Campo, ad un passo da sua maestà "Aceto" Degortes. «È stata un'emozione davvero unica - ricorda - che ho vissuto praticamente in apnea dalla mossa fino all'arrivo».
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