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LA RIUNIONE

Club organizzati, prove di pace L’idea di Fernandez e Ferretti

LIVORNO. Acque agitate tra i tifosi amaranto. Ma non sempre le notizie sono negative. Se da una parte i tifosi della curva sono ai ferri corti con la società, dall'altra i club organizzati provano a...

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LIVORNO. Acque agitate tra i tifosi amaranto. Ma non sempre le notizie sono negative. Se da una parte i tifosi della curva sono ai ferri corti con la società, dall'altra i club organizzati provano a fare pace due anni e mezzo dopo la scissione che portò fuori dal Centro di Coordinamento sodalizi importanti come il 'Rondina', il "Porto" e il "Villaggio Emilio".

Cena 'amaranto'. In settimana una decina di rappresentanti dei club si sono dati appuntamento al ristorante 'La vecchia ciurma', recentemente aperto da Luca Mazzoni e Andrea Luci per una cena fortemente voluta dall'ex presidente del Livorno Enrico Fernandez Affricano e dal giornalista-tifoso Franco Ferretti. Due cuori amaranto che giustamente hanno deciso di gettare il sasso nello stagno. Al di là della valutazioni personali, infatti, la divisione tra gli sportivi è dolorosa e inutile, se non addirittura controproducente.

Il progetto. Fernandez e Ferretti hanno sottoposto ai presenti un progetto articolato in sedici punti, uniti da un unico filo rosso, anzi amaranto: «Più forti e coesi sono i club - hanno sottolineato - più sono rappresentativi di fronte alla società e alle istituzioni». E' il principio sul quale si deve fondare la rinascita di un Centro di Coordinamento in grado di diventare un punto di riferimento per tutta la tifoseria. Il programma spazia dall'organizzazione delle trasferte e di iniziative che possano riportare giovani generazioni di tifosi allo stadio fino all'intitolazione della gradinata a Piermario Morosini. Il tutto senza perdere mai di vista il fair play e il rispetto dei ruoli e degli avversari.

Le sensazioni. Tra un branzino e un'orata l'atmosfera è sembrata costruttiva. I delegati dei club hanno chiuso la serata a tarda ora con una doppia promessa: quella di portare all'ordine del giorno delle rispettive organizzazioni l'ottima idea di Fernandez e Ferretti e l'altra di aggiornare i lavori a una nuova, decisiva riunione collettiva di tutti i club amaranto a una data non troppo lontana anche perché la nuova stagione incombe e il campionato non è poi così lontano. Naturalmente ci saranno da smussare degli angoli eppure i margini per una ricomposizione della frattura ci sono. Basta un pizzico di buona volontà da parte di tutti. Il bene per la maglia ha la priorità assoluta su qualsiasi altra considerazione. E se i presupposti per una 'reunion' non ci sono, l'importante è che le parti lavorino per costruirli. Nella massima libertà e senza forzare nessuno.

(f.p.)

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