Gioco
L’urlo di Chiara: «Londra arrivo»
E Gabriele Detti studia da fenomeno: in attesa delle Olimpiadi è medaglia d’oro agli Europei juniores
LIVORNO. E infine, a sigillare la cerchia olimpica del nuoto cacciuccato, è arrivata anche Chiara Boggiatto, torinese all'anagrafe ma labronica d'adozione ormai dal settembre 2008: è infatti nuotando ogni santo giorno tra le corsie della piscina Camalich che la sorellina d'arte (il fratello Alessio fu campione del mondo nei 400 misti a Fukuoka 2011) ha conquistato finalmente il pass per le Olimpiadi di Londra, senza contare la pioggia di titoli italiani assoluti (46 in carriera), la medaglia di bronzo europea in vasca corta a Eindhoven 2010 (200 rana) e il recentissimo argento ottenuto con la 4x100 mista durante la rassegna di Debrecen, in Ungheria.
Tanta felicità, ma anche un pizzico di amarezza per la mancata convocazione dell'amica e compagna di club, Martina De Memme:
«Sarebbe stata la ciliegina sulla torta, e la giusta ricompensa per un'atleta che nel corso della stagione ha dimostrato di meritare Londra a più riprese».
Chiara, a distanza di otto anni da Atene 2004 tornerai a respirare l'atmosfera di un'Olimpiade…
«Partecipare ai Giochi è un po' come metter piede sulla luna, nonostante a Londra trovi gli stessi avversari che negli anni ho avuto l'onore di incrociare in tutte le altre manifestazioni internazionali. Ma è il contesto ad essere unico, a cominciare dal villaggio e dalla cerimonia d'apertura».
Quanto è stato duro rinunciare a Pechino 2008, rimboccarsi le maniche e puntare su Londra 2012?
«Un bel po', e difatti non nascondo che questa Olimpiade per me avrà un sapore assai diverso, anche perché grazie alla suddetta parentesi cinese ho imparato a non mollare mai la presa».
Ed è per questo motivo che quattro anni fa hai deciso di lasciare Torino per Livorno, seguendo le orme del tuo allenatore, Corrado Rosso?
«Esatto, avvertii la necessità di cambiare "casa" e allo stesso tempo di riprendere il cammino iniziato con Corrado; di conseguenza colgo l'occasione per ringraziare la Nuoto Livorno e tutti coloro che mi sono stati vicini, compreso il Centro Sportivo Esercito».
La montagna dell'Acquatics Center è altissima, e difficilissima da scalare, a fronte di una start list "aliena": dove arriverà Chiara Boggiatto?
«Innanzitutto spero di qualificarmi per le gare del pomeriggio, e poi un pensierino alla staffetta lo riservo sempre».
Essendo la capitana del team azzurro femminile, su quali delle tue colleghe saresti pronta a scommettere?
«Non è mai semplice sbilanciarsi in un pronostico, figuriamoci in una manifestazione come l’Olimpiade; al contempo, però, posso dire che ognuno di noi farà il tifo per il prossimo, nella speranza di riuscire a cogliere quante più medaglie possibili».
Super Detti. Se il buongiorno si vede dal mattino, questo è un fenomeno. Non ci sono altri termini per descrivere Gabriele Detti, il talento (classe 1994) nato e cresciuto in casa Nuoto Livorno, ma da settembre di stanza al centro federale di Ostia agli ordini dello zio, Stefano Morini, che ieri pomeriggio ad Anversa si è tolto lo sfizio (e che sfizio) di conquistare il titolo europeo Juniores nei 400 stile libero (3'49"67, con passaggi 56"27, 1'55"09, 2'53"46), in attesa di spiccare il volo per Londra dove sarà impegnato nei 1500.
Un risultato, o meglio, una rivincita che lo stileliberista livornese, oggi tesserato per il Team Lombardia e il Centro Sportivo Esercito, si è preso di rabbia dopo l'argento conquistato a Belgrado la scorsa estate e la medaglia di legno ai Mondiali di Lima. Ma il fattore che più stupisce non è tanto il risultato, quanto il riscontro cronometrico giunto nel bel mezzo della preparazione finalizzata alle Olimpiadi e il distacco dalla coppia britannica composta da Matthew Johnson, secondo in 3'51"04, e James Guy, bronzo in 3'51"84. Settimo l'altro italiano in gara, Andrea Mitchell D'Arrigo, in 3'55"34. Nei prossimi giorni, inoltre, l'avventura continentale di Detti proseguirà con gli 800, 1500 e la staffetta 4x200 stile libero, malgrado l'attenzione del responsabile dell'area tecnica azzurra, Walter Bolognani, e dello stesso gioiellino continui ad essere focalizzata sull'appuntamento a cinque cerchi e dunque sul muro dei 15 minuti da abbattere per culminare una stagione a dir poco stellare.
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