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Lucarelli studia nello spogliatoio Italia

Lucarelli studia nello spogliatoio Italia

In settimana addio ufficiale al calcio giocato. «Per la tesi ho chiamato Buffon e mi son fatto raccontare le dritte di Prandelli»

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LIVORNO. L’addio al ruolo di panzer sarà solo un addio alle scarpette e alla maglia numero 99. Perché Cristiano Lucarelli, panzer lo sarà probabilmente anche in panchina. Esattamente vent’anni dopo la stagione alla Cuoiopelli (serie D) che gli aprì le porte al mondo dei prof, il bomber-imprenditore lascia ufficialmente il campo per diventare allenatore.

La cosa era nota da tempo, tra domani e mercoledì però Lucarelli annuncerà ufficialmente il suo ritiro dal calcio giocato. Confermando il suo futuro nelle vesti di coach. «Credo sia arrivato il momento di appendere le scarpe al chiodo, d’altra parte gli anni passano anche per me - si confessa Cristiano in un’intervista al Corriere Fiorentino -. Nel frattempo studio a Coverciano per prendere il patentino. Allenare può essere un’idea per il futuro».

In realtà nel suo futuro ci dovrebbe essere la Primavera del Parma, che potrebbe essere un trampolino di lancio verso il calcio di vertice senza passare dalle forche caudine della Lega Pro. Intanto Lucarelli studia. E rilegge gli appunti presi dai campionati Europei. Durante i quali ha tenuto un filo diretto con la nazionale, attraverso Gigi Buffon ma anche Maggio e De Santis. «Nei giorni scorsi una tesi d’esame è stata proprio la tattica usata dall’Italia contro l’Inghilterra e per non bocciare all’esame ho preso una scorciatoia: ho chiamato direttamente Buffon e mi son fatto raccontare tutto quello che aveva detto Prandelli nello spogliatoio prima della partita. Così - continua Cristiano - è stato facile prendere il massimo dei voti. Vorrà dire che a Gigi pagherò una cena quando torna. Da Cracovia però sento anche Maggio e De Santis, sono stato in camera insieme a loro fino a poche settimane fa a Napoli e ogni mattina ci accompagnavano all’allenamento. Mi hanno detto che sono elettrizzati».

Lucarelli che a Coverciano si è trovato a studiare insieme a Igor Protti, Crespo, Tacchinardi, Benarrivo, Hubner, sulle lezioni di Renzo Ulivieri, dà anche una lettura tattica della forza azzurra: «Una nazionale che non specula sul gioco altrui come accadeva in passato, che tiene palla con un Pirlo spettacolare e per questo sa esaltare gente come Balotelli, una forza della natura. Prandelli ha cambiato la nostra mentalità».

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