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Atletica, l’Italia chiude senza gioia

Atletica, l’Italia chiude senza gioia

Europei di Helsinki: Abate quinto nei 110 hs, restano solo tre medaglie. Ma Arese vede rosa: i giovani crescono bene

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Si chiude con il quinto posto di Emaneuele Abate nei 110hs l’Europeo di Helsinki per la squadra italiana. La quinta giornata ha visto gli azzurri cogliere altri tre ottavi posti: quello di Elena Romagnolo nei 10000 metri (32:42.31), quello di Haidane nei 1500 metri (in una gara tattica, 3:47.79) e quello di Claudio Michel Stecchi nel salto con l’asta (5,40). Dodicesima Tamara Apostolico nel lancio del disco (56,15), ritirata Nadia Ejjafini nei 10.000 metri (dopo sei chilometri percorsi con le migliori), eliminato Paolo Dal Molin nella semifinale dei 110hs. Tre medaglie (l’oro di Fabrizio Donato nel triplo, l’argento di Daniele Meucci nei 10.000 metri, il bronzo di chiara Rosa nel getto del peso), 18 finalisti, 60 punti e ottavo posto nella relativa classifica per nazioni: i dati che sintetizzano i cinque giorni di gara dei 59 atleti (32 uomini e 27 donne) convocati dal ct Francesco Uguagliati. Brillano, oltre alle medaglie, le belle prestazioni di diversi giovani, a conferma della bontà della scelta di includere nella formazione assoluta i migliori Under 23. Nel passivo vanno invece alcune controprestazioni e la delicata situazione di tre delle quattro staffette. Dopo gli Assoluti di Bressanone del prossimo fine settimana (6-8 luglio), comincerà il volo verso i Giochi di Londra. Secondo il presidente della Fidal, Franco Arese «l’oro, l’argento e il bronzo vinti fin qui ci permettono di dire che l’atletica italiana c’è. Portare a casa le medaglie nei grandi eventi è sempre difficile. Quella di Donato nel triplo, però, è senz’altro una medaglia importante ed ha un grosso valore anche in prospettiva olimpica». «Nei 10.000 bravo Daniele Meucci - continua Arese - ancora sul podio di una rassegna continentale dove fa piacere sia salita, per la prima volta, anche Chiara Rosa nel peso. Due anni fa, a Barcellona, avevamo vinto 6 medaglie, ma era mancata quella d’oro, e poi una veniva dalla maratona e un’altra dalla marcia. Inutile negarlo, abbiamo qualche problema: le staffette, in particolare la 4x100 maschile. Le staffette rappresentano una nazione, un movimento e quindi gli atleti devono stare attenti a far bene. In questo senso, in una riunione con i ragazzi prima della gara ero stato molto chiaro. Helsinki, in compenso, ha rivelato giovani molto promettenti come Tamberi, Hooper, Apostolico e Stecchi». «Questa trasferta per alcuni è la rampa di lancio per Londra - conclude Arese -, dove attendiamo anche altri atleti che si stanno preparando per far bene all’Olimpiade. A Londra speriamo di fare la nostra parte e portare a casa qualche medaglia».

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