Gioco
Ecco l’Astra più potente di sempre
È un autentico bolide ma quasi non si vede: tutti i numeri e i segreti della berlina Opc
Mettersi al volante di un’auto così, dà gusto. E non solo per i 280 cavalli del motore turbo 2000 che hai sotto al cofano, che pure un certo brivido lo mettono visto che in sei secondi ti portano da zero a cento all’ora, e se non alzi il pedale dall’acceleratore ti trovi a 250 quasi senza accorgertene. E neanche per quel sound così roco e aggressivo, sapientemente messo a punto dagli ingegneri tedeschi proprio con l’intento di vibrare emozione.
La stessa emozione di affrontare curve e percorsi misti al limite (solo in pista, però), sapendo di poter contare su un telaio ad alte prestazioni con ammortizzatori attivi e freni Brembo.
E magari, perché no, poter visualizzare in tempo reale su iPhone tramite una speciale app fino a sessanta dati diversi, tra cui pressione di sovralimentazione del motore, la posizione dell’acceleratore, accelerazione laterale o coppia del motore.
Anche se, tornando al concetto iniziale, quando hai per le mani la nuova Astra Opc il gusto è quello della tradizione. Di quel movimento anni 80 e 90 (spinto da diversi marchi, non solo Opel) che metteva davanti a tutto le performance, e che ha dato vita a modelli storicamente “cattivi” derivati da citycar e berline compatte.
Un inno alla sportività, insomma, di cui oggi francamente si fatica a ritrovare le tracce. Perché chi compra queste auto è sempre più una mosca bianca almeno in Italia, visto che le piazze più sensibili a mezzi del genere sono un po’ più a nord: Germania, in primis, ma anche Inghilterra e Svizzera. Forse non è neanche questione di prezzi (31 mila euro, quello dell’Astra Opc), quanto piuttosto di priorità: purtroppo rimane poco spazio per il divertimento puro, quando visti i tempi l’unico pensiero è quello di spostarsi nel modo più conveniente possibile.
Per fortuna però alla Opel in questo tipo di prodotti credono ancora, dal momento che oltre alla Astra (la più potente di sempre) il badge Opc ha “contaminato” anche modelli come la Corsa e la Insignia. Sarà anche perché dal 1999 (anno di debutto per i veicoli Opc) ad oggi ne ha venduti 65 mila, insieme con altri 180 mila pacchetti performance con cui “arricchire” la propria Opel. Solo per l'anno prossimo la previsione è poi di raggiungere le 10 mila unità in Europa, di cui la maggior parte Astra: un po’ al rialzo forse, ma tutto sommato lo spazio potrebbe esserci.
Per la casa di Russelsheim del resto è un momento storico difficile a livello economico, ma comunque molto fervido per quanto concerne il prodotto. A settembre verrà presentato il restyling dell’intera gamma Astra, a cui verrà aggiunta la versione a tre volumi, mentre a dicembre sarà la volta del suv compatto Mokka. L'anno nuovo vedrà poi al debutto la piccola trendy Adam, seguita in primavera (aprile 2013, probabilmente) da una cabriolet con capote in tela su base Astra. L’augurio è che possa bastare per risollevare le sorti di un marchio storico.
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