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«Livorno, Nicola è un’ottima scelta»

«Livorno, Nicola è un’ottima scelta»

L’ex Colombo, il giustiziere del Milan: un leader e bravissimo a gestire il gruppo

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LIVORNO. E’ stato il primo acquisto del Livorno 2012/13. E il più importante. Già. Perché senza allenatore, senza un progetto tecnico ben definito non si va da nessuna parte e non si può neanche fissare un obiettivo. Davide Nicola, invece è in sella da oltre due settimane e sta fornendo le indicazioni sui giocatori da prendere perché le loro caratteristiche ben si sposano con il suo progetto tattico. Ma chi è questo allenatore emergente che speriamo segua le orme di suoi illustri predecessori come Mazzarri e Donadoni? Lo abbiamo chiesto all'ex amaranto Corrado Colombo, il giustiziere del Milan nel 2005 ,che conosce bene il neo tecnico amaranto di cui fu compagno di squadra nello Spezia dal gennaio al giugno del 2007.

Corrado, che ricordi hai di Nicola?

«Bellissimi. Davide è stato uno dei giocatori con cui ho legato di più. Al di là della sua innata simpatia, credo che il Livorno abbia fatto un'ottima scelta perché si tratta di un professionista molto serio».

Dicono di lui che sul piano squisitamente tattico sia assai preparato. Per esempio l'anno scorso a Lumezzane partì con il 4-4-2 e chiuse con il 4-3-1-2.

«Non ho dubbi. Nello Spezia era l'allenatore in campo. Un leader vero durante i novanta minuti della partita e anche durante il lavoro quotidiano. Ricordo che nei momenti più delicati della stagione spesso prendeva la parola. E nello spogliatoio, quando parlava lui, non volava una mosca. Dispensava consigli a tutti. Dava una mano».

Hai detto la parola magica: leader. E' ciò che manca al Livorno...

«Davide lo è. Chiaramente Davide non gioca più, però dalla panchina con il suo carisma può sopperire a questa mancanza. Poi è normale che chiederà due-tre giocatori importanti in grado di leggere le situazioni che si presentano in partita. Tutti gli allenatori hanno bisogno di elementi così».

Il miglior pregio di Nicola?

«Sono convinto che sia imbattibile nella gestione del gruppo. La sua forza è quella. Se un allenatore è credibile, la squadra lo segue a occhi chiusi. Da questo punto di vista Davide è una garanzia. Un tecnico come lui sa responsabilizzare ogni singolo giocatore e renderlo parte di un tutto. In questo modo il gruppo diventa imbattibile. Al di là dell'aspetto tecnico e tattico è proprio quella la ricetta per ottenere risultati importanti».

Il Livorno punta sui giovani. Come si rapporta Nicola con i giocatori meno esperti?

«Benissimo. E' un esempio. Riesce a motivarli. A ottenere il massimo da tutti, compresi i più 'anziani'. Penso che Davide abbia un futuro radioso davanti».

Lo hai ritrovato quando era alla guida del Lumezzane e tu ancora allo Spezia?

«Sì. Chiaramente il nuovo ruolo gli imponeva un pizzico di distacco in più. Provai a scherzarci, ma rimase sulle sue. Poi bastò un'occhiata, un cenno d'intesa per ritrovare la complicità di quando eravamo compagni. La curiosità è che quel giorno, segnai pure alla sua squadra».

Ma che tipo è ?

«E' un esempio. Da giocatore era il primo ad arrivare al campo e l'ultimo ad andarsene. Ha sempre avuto il culto del lavoro. Quando c'era da stare sul pezzo non si tirava indietro. Ovviamente da allenatore questo tratto sarà accentuato. Magari è anche il primo a scherzare. Ai tempi dello Spezia era irresistibile. Coniammo insieme anche l'esultanza ai miei gol. Qual era? Ovviamente, in linea con la sua intelligenza, facevamo 'il pensatore': mano sotto il mento come si fa quando c'è da parlare dei massimi sistemi».

Fabrizio Pucci

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