Il Tirreno

Livorno

Igor Protti, il cuore ha sempre ragione

di Renzo Marmugi
Igor Protti, il cuore ha sempre ragione

«Domani sera giocherò anch’io, e sarà un’emozione. Morosini purtroppo non c’è più, facciamo qualcosa per chi è rimasto»

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LIVORNO. Il grande cuore di Igor Protti non si smentisce neanche stavolta. Ora lui è a Coverciano per sei settimane, impegnato sui banchi del corso allenatori di seconda, che si concluderà il 13 luglio con gli esami per prendere il patentino di capo allenatore in LegaPro (le vecchie C1 e C2) o per fare il vice in serie A e B. Ma domani sera alle 21 dal sottopassaggio del “Picchi” sbucherà anche lui, vestito con la maglia numero 25 di Piermario Morosini nella partita di beneficenza tra Nazionale cantanti e Nazionale arbitri, integrate da alcuni giocatori amaranto, tra i quali Luci, Mazzoni e, appunto il “Principe Igor”.

L’emozione. «Non calpesto più l’erba dello stadio di Livorno da cinque-sei anni, quando giocai in quella famosa partita con le Iene – dice Igor – e non ci ho fatto il callo proprio per niente, per me sarà comunque un’emozione. La mia condizione fisica? Faccio un paio di partite all’anno per beneficenza, da quando ho smesso di giocare nel 2005 non mi sono più allenato in modo intensivo. Al massimo vado a correre ogni due-tre settimane...».

Due motivi. «Io ci sarò, e molto volentieri. In quanto ex giocatore e grande tifoso del Livorno e perchè la tragica scomparsa di Morosini ha colpito veramente tutti, non soltanto la città e il mondo del calcio italiano. La reazione emotiva per quell’evento è stata fortissima. Questa partita io non l’avrei mai voluta fare, ma purtroppo non cambierebbe niente, Piermario non potrà più essere con noi. Allora vediamo di fare qualcosa per chi è rimasto, onorando la sua grande umanità nel migliore dei modi. Stiamo vivendo in una società abbastanza individualista, dove l’egoismo più che un difetto comincia a diventare quasi regola. Allora tocca alla sensibilità di ognuno di noi, aprire gli occhi, guardare i problemi che ci sono. Ho avuto la possibilità e la fortuna di ereditare certi valori di solidarietà dal mondo del calcio e me li tengo volentieri. L’ideale sarebbe, in un prossimo futuro, non essere più chiamato in circostanze del genere. Vorrebbe dire che non c’è più bisogno di aiutare onlus e associazioni che si occupano di assistere chi è malato e le loro famiglie. Io sogno uno Stato dove le istituzioni e il sociale funzionano, purtroppo in Italia quando c’è da tagliare la scure si abbatte proprio sulla ricerca e sull’assistenza alle categorie più deboli, cioè i settori che invece ne avrebbero più bisogno. Cosa fare? Bisognerebbe cambiare mentalità alla base, acquisire una nuova cultura della solidarietà. Noi con queste partite cerchiamo solo di metterci una pezza».

Il futuro. Con Igor Protti impossibile non parlare di cosa vorrà fare da grande, una volta che avrà preso anche il patentino di secondo livello. «E’ un’esperienza che faccio per impararare qualcosa in più – puntualizza – perché sono lontano dal mondo del calcio dall’anno 2005, quando smisi di giocare, e mi piacerebbe rientrarci prima possibile. L’ideale che vedo tagliato per me sarebbe un ruolo a stretto contatto con l’allenatore, ma di tipo dirigenziale. Andare in panchina invece è qualcosa di molto difficile, anche se sempre molto stimolante. Intanto il 13 luglio cercherò di essere promosso».

Baracchina Rossa. Stasera alle ore 20 il capitano del Livorno Andrea Luci e i cantanti Marco Masini e Matteo Becucci saranno in Baracchina Rossa per incentivare la vendita dei biglietti del Memorial Morosini e per sensibilizzare i livornesi alla partecipazione di domani sera al “Picchi”, visto che il ricavato sarà devoluto all’Agbalt, associazione genitori per la cura e l’assistenza di bambini affetti da leucemia e tumore, che ha organizzato l’evento. Igor Protti e i calciatori del Livorno scenderanno in campo a ruota fra loro (ne giocherà uno alla volta) con la Nazionale Cantanti e indosseranno la maglia numero 25 del “Moro”. I biglietti (3 euro in curva, 5 la gradinata, 7 la tribuna) sono veramente popolari. Dimostriamo ancora una volta il grande cuore di Livorno.

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