Gioco
Bernardini in bilico ma con il Varese accordo senza buste
Perotti fiducioso: «Fra le due società i rapporti sono buoni» Serve una pedina per ogni ruolo e un secondo portiere
LIVORNO. Inizio settimana, il momento giusto per tastare il polso al Livorno in vista della risoluzione delle comproprietà fissata per il 22 giugno. Le società che detengono la metà del cartellino dello stesso giocatore devono trovare un accordo entro le 19 di venerdì. Altrimenti il ricorso alle buste è inevitabile. In casa amaranto non ci sono situazioni spinose. Tranne una.
Incognita Bernardini. Il difensore centrale è a metà strada tra il Livorno e il Varese. Il ragazzo ha disputato un buon girone di ritorno ed ha pure chiuso la stagione in crescendo. Un'impennata di rendimento che non è sfuggita alla dirigenza 'lumbard' che potrebbe anche non essere del tutto persuasa di lasciarlo in amaranto. Attilio Perotti, però, è sufficientemente ottimista: «Vediamo come va la trattativa - dice il dt - ma i rapporti con il Varese sono buonissimi per cui penso che siamo in grado di arrivare a una soluzione positiva della vicenda prima di ricorrere alle buste». La permanenza di 'Berna' è considerata importante e Perotti spiega perché: «Abbiamo già salutato Knezevic e stiamo cercando un degno sostituto. Non vogliamo privarci anche dell'altro centrale». Esatto. C'è pure la proposta di scambio Lambrughi-Pesce venuta da Novara: «Il mercato - glissa - decollerà la prossima settimana».
Attacco al completo. Il dt è concreto. Ricordate? Lo era in panchina: quando c 'era da salvare il Livorno non andò tanto per il sottile. Lo è pure dietro la scrivania. Al capitolo 'priorità' del mercato non mette al primo posto il reparto offensivo: «Abbiamo un parco attaccanti valido e numeroso. Anzi - aggiunge - siamo pure in esubero». E snocciola i nomi: «Siligardi, Dell'Agnello, Dionisi, Moscati, Piccolo, Galabinov e Paulinho». Ma come il brasiliano sembra destinato ad accasarsi altrove… «Può essere - dice il dt - ma adesso Paolo è un giocatore del Livorno e come tale lo considero. La situazione è fluida e tutto può succedere».
Un pedina per ruolo. Punte a parte, c'è da mettere le mani sugli altri reparti: «La nostra strategia - confida - punta all'arrivo di un centrocampista e di un difensore. E poi stiamo cercando anche il secondo portiere. Quella deve essere una scelta oculata». Il nome di Bason continua a rimbalzare da Brescia: «Ce ne sono tanti - dice l'uomo di Bagnolo Mella - e c'è l'imbarazzo della scelta. Può essere uno che ha già fatto il secondo. Ma anche un ragazzo che proviene da qualche Primavera di alto livello».
Il leader. Il punto di riferimento. Ecco quello che serve a centrocampo e nello spogliatoio amaranto. Perotti non è tipo da nascondersi dietro a un dito e ammette: «L'idea del leader è affascinante. Io però parlo più volentieri di personalità. E quella non la si acquisisce. Ci si nasce. Certo. Può essere migliorata, affinata, ma un giocatore ce l'ha o non ce l'ha. E questo indipendentemente dall'età. Il problema è che di giocatori con queste caratteristiche ce ne sono pochi in giro e chi ce li ha se li tiene stretti».
Sms ai tifosi. Perotti è molto sensibile alla questione del rapporto con i tifosi. E manda un messaggio: «La politica della società, stabilita dal presidente, è quella del contenimento dei costi. Detto questo noi lavoreremo al meglio per costruire una squadra all'altezza del campionato che andiamo a disputare. Prima di esprimere giudizi affrettati, almeno veniteci e vedere e a sostenerci. Al di là del fatto che ci siamo salvati all'ultima giornata, questa squadra ha una buona intelaiatura. Con gli acquisti azzeccati possiamo fare bene. Non siamo nella condizione di strapparci i capelli».
Sul taccuino. Per il secondo portiere è spuntato il nome di Marco Farabbi, 21 anni tra un mese. Ultima stagione al Gubbio alle spalle di Donnarumma. In difesa è apertissima la pista che porta all'ex Cremonese Rigione. Per il centrocampo il Livorno è in agguato per aggiudicarsi l'ex eugubino Bazzoffia. Non è ancora tramontata l'ipotesi Guzman. Per l'attacco, una volta sfoltita la rosa, è stato accostato il nome di Torri dell'Albinoleffe. Lavori in corso, insomma. E siamo solo all'inizio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
