Toscana
Tre giorni a secco, oggi per fortuna c’è il dream- team
Scherma: il flop azzurro agli Europei diventa inquietante, tocca a Vezzali &c inaugurare un medagliere desolato
LEGNANO. Tre indizi fanno una prova, e tre giornate di campionati europei - in casa! - senza un solo podio italiano confermano e amplificano l’allarme. Forse gli Europei di Legnano sono caduti in un momento particolarmente infelice per la scherma azzurra che sta facendo il massimo sforzo nel training finalizzato alle Olimpiadi; forse alcune “nominations” ancora aperte nella formazione per Londra soprattutto delle gare individuali hanno provocato un accumulo di stress che ha giocato negativamente: fatto sta che il flop azzurro finora è di quelli clamorosi, un segnale davvero preoccupante a poco più di un mese dai Giochi 2012.
Dopo i due quinti posti di magro bottino raccolti venerdì e sabato e il ko collettivo dei fiorettisti, ieri se non altro è stato mosso un passettino verso il podio, che tuttavia è rimasto irraggiungibile. L’Italia è arrivata quarta nella sciabola maschile: la formazione composta da Samele, Occhiuzzi, Pastore e Murolo è arrivata bene in semifinale dopo aver battuto 45-39 l’Ungheria, ma qui è finita la corsa. In semifinale, infatti, gli azzurri si sono trovati davanti la forte Russia e hanno nettamente perso per 45-37; successivamente si sono giocati il bronzo contro la Germania, schierata con Wagner, Limbach, Hartung e Szabo, ma non sono riusciti a battere nemmeno i tedeschi e quindi hanno salutato anche il bronzo. Tuttavia la prova della sciabola maschile non è stata negativa, e non è azzardato supporre che se ci fosse stato Aldo Montano - alle prese col recupero da un brutto infortunio muscolare - almeno il podio sarebbe stato centrato, e probabilmente anche qualcosa in più.
Dalla spada femminile a squadre l’Italia non poteva aspettarsi un gran risultato, visto anche l’esito non eccelso della prova individuale. Le spadiste, in realtà, non hanno tirato male: dopo l’esordio nel tabellone delle 16 con vittoria netta contro la Turchia per 45-16, l’Italia è stata sconfitta nell’assalto valido per accedere in semifinale, contro l’Ucraina. Bianca Del Carretto, Mara Navarria, Nathalie Moellhausen e Rossella Fiamingo sono state fermate col punteggio di 42-41, con l’ultima stoccata giunta al minuto supplementare: una sconfitta amara e anche immeritata.
Sia come sia, il medagliere piange dopo tre giorni e oggi è d’obbligo “inaugurarlo”, possibilmente con una medaglia di metallo pregiato: impresa sicuramente alla portata del “dream team” femminile, il fioretto rosa guidato dall’eterna Valentina Vezzali ed Elisa Di Francisca che non ha mai tradito e non tradirà nemmeno stavolta, sarebbe veramente una sorpresa clamorosa che farebbe pensare a una sorta di “macumba” collettiva che abbia colpito l’intera squadra italiana.
A questa ipotesi, scherzosamente formulata, ha replicato ieri Andrea Cassarà, leader del fioretto maschile malamente affondato sabato, e che non ha ancora scelto fra Baldini, Avola e Aspromonte - il ct Cerioni lo farà fra oggi e domani - i due atleti che affiancheranno lo stesso Cassarà nella prova individuale a Londra.
«E’ vero che in giro si dice che chi vince l’ultima gara poi va male alle Olimpiadi - ha detto il fiorettista azzurro - ma qui nessuno perde apposta, ci mancherebbe. E’ stato un calo mentale per me e gli altri, ci sta in questo momento e non bisogna farne un dramma».
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