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Quel monologo noioso di Lorenzo il magnifico

Quel monologo noioso di Lorenzo il magnifico

A Silverstone Stoner lotta ma si deve arrendere, lo spagnolo vince la quarta gara su sei e se ne va. Disastro italiano: Rossi arriva nono a 36”, Dovizioso cade

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SILVERSTONE. Jorge Lorenzo, Pol Espargaro e Maverick Vinales, sono questi i tre vincitori di giornata rispettivamente in MotoGp, in Moto2 e in Moto3. Tutti hanno una cosa in comune, sono spagnoli: un dominio costante, quasi imbarazzante. Simmetricamente, in Inghilterra i piloti italiani non hanno avuto soddisfazioni nelle tre classi del motociclismo mondiale, anzi, c’è poco da stare allegri.

Nella MotoGp la gara è andata più o meno come tutti si aspettavano in condizioni di asciutto. Le Honda subito veloci e le Yamaha molto competitive hanno animato la fase iniziale, quella centrale e anche il finale della gara della classe regina. Jorge Lorenzo è partito male, sesto, e non ha avuto vita facile con Stoner che voleva a tutti i costi essere più forte dei problemi di saltellamento della sua Honda: il campione in carica si è difeso valorosamente ma a gioco lungo non ha potuto fare nulla, Lorenzo è passato e Casey ha conservato il secondo posto per un soffio contenendo a stento l’imperiosa rimonta di Pedrosa. Morale della favola, il Mondiale in questo momento è a senso unico, su 6 Gp Lorenzo ne ha vinti quattro più due secondi posti, il vantaggio in classifica è salito a 25 punti e di questo passo presto sarà finito.

«Ma non è stato tanto facile - ha detto alla fine della gara Jorge Lorenzo - non sono riuscito a partire forte e sono rimasto dietro nelle fasi iniziali, ma sapevo che potevo avere qualche chance nel momento in cui le gomme degli altri si fossero deteriorate e così è stato, infatti». Lorenzo, una volta passati Alvaro Bautista e Dani Pedrosa, ha dovuto affrontare Stoner in un duello da ricordare: bello e spettacolare, eppure anche abbastanza accademico, perché come sarebbe finito lo sapevano tutti.

I colori italiani in MotoGp, che erano ben difesi da Andrea Dovizioso, sono però crollati con la caduta del forlivese, che dalla quarta posizione con possibili prospettive di podio si è invece ritrovato ultimo per aver improvvisamente rotto il manubrio della sua Yamaha. Valentino Rossi, dunque, alla fine è stato il migliore a Silverstone, ma la sua prestazione evidenzia sempre di più quanta distanza ci sia tra il suo stile di guida e questa Ducati.

Con l’americano Hayden settimo ma nel gruppo di testa nelle prime battute, Rossi si è difeso per tutta la gara nelle retrovie, lottando per guadagnare una posizione sul privato Barbera, un duello marginale.

A stento Rossi ha chiuso nei 10 a Silverstone, ma il distacco da Lorenzo in questa occasione - ben 36 secondi - riporta alla memoria la disastrosa stagione del 2011. In questa situazione va analizzato il mercato piloti, con le selle rimaste libere e quelle che si potrebbero creare. Su una Honda ufficiale dovrebbe arrivare Marc Marquez dalla Moto2. Carmelo Ezpeleta, infatti, ha annunciato a Silverstone la decisione di eliminare la regola che non vuole debuttanti in squadre ufficiali, aprendo le porte a Marquez. Nel frattempo Yamaha sta parlando con Dani Pedrosa, ma la trattativa potrebbe naufragare se Lorenzo mettesse il suo veto. Con la casa dei tre diapason potrebbe ritornare a parlare proprio Valentino Rossi, ma non si capisce se nella squadra ufficiale o con una moto satellite autogestita. In ogni caso, scenari poco esaltanti per il 9 volte campione.

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di Redazione web