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Calcioscommesse, i giorni del giudizio

Calcioscommesse, i giorni del giudizio

Oggi i 51 verdetti della Commissione disciplinare, mercoledì gli interrogatori di Luci e Salviato. Ma a Genova si fa ironia

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ROMA. In attesa delle sentenze della Disciplinare al processo sul Calcioscommesse relativo alla tranche nata dall’inchiesta condotta dalla Procura di Cremona, la Procura federale ha aggiunto altre dieci audizioni di tesserati nell’ambito del filone basato sulle carte trasmesse dalla Procura di Bari, portando a 47 il numero complessivo di audizioni in questa nuova fase d’indagine (l’interrogatorio di Marco Rossi era già stato sposato al 26 giugno, mentre è slittato a data da destinarsi quello del cagliaritano Albine Ekdal).

Si riprenderà mercoledì con le convocazioni di Biagio Pagano del Torino e dei livornesi Andrea Luci, Jurgen Prutsch e Simone Salviato. Giovedì sarà la volta di Alfonso De Lucia (Livorno), Gianluca Galasso (Triestina), Marco Pirani; 22 giugno: Massimo Erodiani; 26 giugno: Marco Rossi (Cesena), Marcello Sanfelice (Bologna), Marco Esposito (Pisa).

Sono slittate a questo pomeriggio intanto le sentenze della Commissione Disciplinare sul processo sportivo al calcioscommesse la cui fase dibattimentale, svoltasi all’ex ostello della gioventù del Foro Italico, si è conclusa lo scorso 5 giugno. La Disciplinare presieduta da Sergio Artico è chiamata ad emettere 51 verdetti, di cui 14 nei confronti di società (Albinoleffe, Ancona, Avesa, Pescara, Empoli, Monza, Novara, Padova, Piacenza, Ravenna, Reggina, Sampdoria, Siena, Spezia).

A Genova. Sorpresa e stupore tra i tifosi del Genoa il giorno dopo il ritorno in libertà di Omar Milanetto. Gli «effetti devastanti» annunciati dai magistrati dell’ inchiesta New Last Bet di Cremona sul derby dello scorso anno e su Lazio-Genoa, ironizza la tifoseria genoana è che, secondo il gip «sarebbero venuti meno i gravi indizi contro l’ex centrocampista rossoblù». Se dalla società rossoblù non arrivano commenti ufficiali, sono i tifosi a rimarcare come l’arresto del giocatore e le successive parole del procuratore di Cremona avessero ipotizzato uno scandalo di grandi proporzioni «che in realtà si sta sgonfiando giorno dopo giorno». Ma, come sottolineano molti tifosi nei vari forum mettendo a confronto le pagine dei quotidiani dei giorni scorsi e quelle di oggi (Grifoni.net), «rimane il fango gettato sul Genoa e il sospetto su una gara dal finale drammatico e ricca comunque di conseguenze come il derby dell’8 maggio 2011».

Milanetto, durante l’interrogatorio, aveva dimostrato, grazie ai tabulati del telepass e non solo, di non aver mai partecipato all’incontro con gli “zingari” e ora decade anche la seconda accusa: l’accordo tra i giocatori di Genoa e Sampdoria per aggiustare il derby poi vinto dai rossoblù condannando di fatto i blucerchiati alla B. Chiare le parole del gip Salvini: «In relazione a tale competizione, deve rilevarsi in estrema sintesi che gli elementi assai gravi desumibili dalla conversazione telefonica riferibile a un capo ultrà cui ha fatto riferimento il pm in sede di interrogatorio di Milanetto (Massimo Leopizzi, ndr), non hanno trovato una conferma soddisfacente nella successiva audizione dello stesso tifoso». Il giocatore, che in questa stagione ha giocato col Padova, è pronto a chiedere i danni.

Il Bari. «Non abbiamo mai usato il termine patteggiamento. La nostra audizione a Roma presso la Procura federale evidenzia in pieno la nostra collaborazione con la giustizia sportiva». Così il dg del Bari, Claudio Garzelli, ha commentato gli ultimi sviluppi delle inchieste sul Calcioscommesse. «Siamo però fiduciosi – ha sottolineato – perché l’organizzazione della società, bistrattata in passato, è stata finalmente valutata con una nuova luce dopo il pronunciamento del gip di Bari, Ambrogio Marrone», che ha rilevato che l’associazione sportiva Bari è parte lesa nell’inchiesta barese sul Calcioscommesse.

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