Il Tirreno

Livorno

L’amarezza di Cei: la Primavera era cresciuta

L’amarezza di Cei: la Primavera era cresciuta

«Non mi aspettavo l’esonero dopo che avevamo già parlato di programmi. Il mio futuro? Incerto»

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Davide Cei è molto amareggiato, e non fa niente per nasconderlo. Fino a qualche settimana fa era pressochè certo di restare alla guida della Primavera del Livorno, invece in questi giorni la società gli ha ufficialmente comunicato il suo esonero: «Non saprei dire il perchè di questa scelta: semplicemente mi è stato comunicato che rispetto a una mia riconferma sono prevalse altre idee. Sono rimasto deluso, anche per il modo in cui l'esonero è maturato: dopo che avevo già cominciato a discutere con la società dei programmi futuri e senza che le motivazioni mi siano state direttamente espresse da chi questo esonero l'ha voluto».

Forse il perchè è allora da ricercare in quanto il direttore tecnico Attilio Perotti ha recentemente dichiarato a proposito del settore giovanile: «Abbiamo bisogno di allenatori in grado non di farci vincere un campionato, quanto di insegnare ai ragazzi i fondamentali». Ma Cei non ci sta: «Non saprei: da una parte credo che certi fondamentali un calciatore debba acquisirli prima di arrivare in Primavera, dall'altra credo di aver comunque contribuito in questi due anni a far crescere i ragazzi anche sul piano tecnico e tattico, mantenendo sempre l'attenzione sui più giovani. Per quanto mi riguarda penso di essere in grado di insegnare i fondamentali: è stata anzi la società stessa a propormi recentemente di curare un campus per bambini nati dal 2001 al 2003. E' poi vero che quest'anno a un certo punto della stagione abbiamo cominciato a guardare anche la classifica, ma mi è sembrato che il raggiungimento delle finali nazionali fosse diventata una speranza mia così come di tutta la dirigenza, oltre che naturalmente dei ragazzi. Ad ogni modo un indirizzo generale lo si può sempre discutere insieme. Io invece qui ho visto una preclusione sulla mia persona, per questo sono amareggiato e non capisco come le reali motivazioni possano davvero essere queste».

Oggi il futuro di Cei appare inevitabilmente incerto: «Ho creduto di poter sviluppare con il Livorno un programma pluriennale e fino a poco tempo fa tutto mi lasciava ben sperare in questo senso. Ora che la situazione è improvvisamente cambiata, non so ancora cosa farò». Ma al di là di questo epilogo inatteso, per Cei quella con il Livorno resta un'esperienza fondamentale, magari non del tutto archiviata: «In questi due anni ho avuto un ottimo rapporto con la dirigenza, a partire dal responsabile del settore giovanile Elio Signorelli, che ringrazio; ma vale anche per i collaboratori della Primavera e per tutti i colleghi del settore giovanile. Anche per questo spero che il rapporto che oggi si interrompe possa non essere concluso per sempre, e che in futuro, nel caso che la situazione cambi, possa ricominciare».

Alessio Traversi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web