Gioco
Tesi Pistoia, un tempo poi è buio pesto
Brindisi si porta 2-0 nella finale playoff di Legadue: biancorossi stanchi, Hardy non c’è. Ora resta garatre per sperare
BRINDISI. Due a zero, Brindisi a un passo dalla promozione in serie A. La legge della «bombonera» pugliese colpisce ancora, Pistoia stavolta non sbraca, resta attaccata alla partita almeno per metà partita ma alla fine paga la stanchezza di una stagione infinita e soprattutto l’assoluta latitanza del suo terminale d’attacco, Dwight Hardy, incappato in una delle peggiori serate della stagione. Non basta il cuore di Galanda e di Jones, più qualche sprazzo di Tavernari contro una squadra come l’Enel dalla panchina nprofondissima e piena di talento. Stavolta è stato Callahan a scavare la differenza.
Pronti via ed è un’altra Pistoia. Più riposata, e si vede. Più tosta in difesa, più presente sul parquet. Brindisi si era illusa di fare un’altra passeggiata, ma ben presto si sveglia dal sogno: merito del quintetto basso sguinzagliato sul parquet da Paolo Moretti, capace di correre a mille all’ora dopo il rimbalzo difensivo. Hardy gira al largo e allora la squadra la prende in mano Bobby Jones, rebus irrisolvibile per la difesa di Bucchi: otto punti in un amen e la Giorgio Tesi va subito avanti 7-12. Moretti l’ha studiata così: presidio forte dell’area colorata per tagliare i rifornimenti al lungo Borowniak, e Brindisi viene «sfidata» al tiro da tre, e visto che per i pugliesi non è serata Pistoia tiene la testa avanti.
Ma i biancorossi non hanno l’istinto del killer, due falli di sfondamento consecutivi ridanno ossigeno a Brindisi e Moretti corre ai ripari chiamando nel match Donte Mathis al posto di un Saccaggi svagato. 12-17 alla fine del primo quarto, Bucchi ordina un giro di vite in difesa e Pistoia inizia a sbagliare scelte offensive, con troppe forzature, palle perse e un Hardy che non riesce ad entrare in partita. Il 31-27 all’intervallo lungo è specchio fedele di una gara che i biancorossi avrebbero potuto mettere parzialmente in cassaforte, ma il 25 per cento al tiro del secondo quarto grida vendetta.
Brutto, bruttissimo il rientro dagli spogliatoi. La difesa di Moretti, fin qui al titanio, si squaglia come neve al sole. Brindisi trova facili canestri da sotto soprattutto con Callahan, uomo multiuso che sa segnare da sotto e dalla media. Tavernari non fa mai canestro, Jones da solo non basta soprattutto perchè Hardy non riesce a dare il suo apporto perchè braccato in ogni angolo del campo. E così arriva l’allungo brindisino (sotto gli occhi della tifosa d’eccezione Flavia Pennetta) fino al 40-29, con Galanda che riesce a pescare dal suo infinitoi serbatoio di orgoglio una bomba che dice che Pistoia è sempre viva e vuole restare nella partita. Ma subito dopo Jack concede canestro e fallo a Baraowniak (Moretti contesta il fallo al limite del tecnico) e Brindisi vola ancora a più 12 sul 44-32, quindi tocca il massimo vantaggio sul 54-37. Suona la sveglia, sotto forma di una zona che mette dei sassolini nei meccanismi di Brindisi. Tripla di Tavernari, poi Jones e Hady riportano Pistoia a meno dieci sul 56-46 prima che alcune stupidaggini in attacco stendano un tappeto rosso sotto i piedi di Brindisi che chiude il quarto sul 61-48. Finisce 79-67, e ora il set si sposta al PalaCarrara.
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