Gioco
Nadal, due set da marziano: ma al quarto lo salva la pioggia
Tennis: una grande finale al Roland Garros, prima sospesa e poi rinviata per il maltempo. Rafa conduce 2-1 ma attenzione all’imperiosa rimonta di un Djokovic per niente rassegnato
PARIGI. Sul più bello arriva due volte la pioggia, che quest’anno ha veramente afflitto il Roland Garros e colpisce duro anche il giorno della finale, costringendo al rinvio dopo 3 ore di battaglia, sul punteggio di 6-4 6-3 2-6 1-2 per Nadal.
Ma perlomeno si può dire che la pioggia è stata abbastanza imparziale: la prima volta, infatti, ha aiutato Nole Djokovic sotto di un set e in procinto di perdere il secondo; la seconda invece ha salvato Rafa Nadal che dopo aver perso nettamente il terzo set era (e rimane, ovviamente) in svantaggio anche nel quarto, nel quale ha subìto un pericoloso break in avvio.
Per il prosieguo, pronostico difficile: i primi due set hanno rispettato le attese con Nadal a comandare in netta prevalenza il gioco, e con Djokovic a cercare di resistere orgogliosamente, capace di colpi e momenti bellissimi, ma nel complesso avviato - così pareva - a un’onorevole sconfitta. Nella terza partita, però, lo scenario è bruscamente cambiato: Nadal è incappato in un passaggio a vuoto dovuto probabilmente a un rilassamento, e il numero 1 del mondo ne ha approfittato immediatamente, risalendo in sella. Sullo slancio, Djokovic ha poi strappato il servizio all’avversario in apertura di quarto set e alla pausa forzata era in vantaggio 2-1, però con quel break importante a suo vantaggio. In sostanza, i due grandi avversari oggi ripartono (l’orario fissato è alle 13) più o meno alla pari.
La partita è stata molto bella e piena di colpi di scena e ribaltamenti. Nadal l’ha iniziata alla grande portandosi 3-0 con due break, Djokovic che sembrava in grande difficoltà ha reagito da campione e l’ha immediatamente riagganciato sul 3-3, facendosi però nuovamente togliere il servizio all’ottavo game: Rafa ha poi chiuso bene sul 6-4. Nel secondo set segnali di equilibrio, poi Nadal ha avuto 10 minuti di grande qualità, si è staccato sul 5-3 e malgrado la prima interruzione ha portato a casa anche la seconda partita.
A questo punto il match sembrava segnato, ma come detto il terzo set ha completamente ribaltato la situazione: poteva essere una pausa naturale per il campione spagnolo, ma poi l’inizio del quarto ha confermato il ritorno imperioso di Djokovic, che ha riaperto la finale. Finale che peraltro anche nei primi due set era stata spesso in bilico, con molti game finiti ai vantaggi e troppi break subìti da entrambi. C’è stato molto equilibrio anche nello scout, con numeri equivalenti in tutte le voci principali ad eccezione di quella degli errori non forzati, nella quale Djokovic è nettamente indietro: il numero 1 del mondo, in effetti, ha sbagliato parecchio soprattutto di rovescio, compensando solo in parte - più marcatamente a partire dal terzo set - con un maggior numero di colpi vincenti.
Per Nadal vincere questa finale, che è la sua settima al Roland Garros, è di grande importanza: soprattutto perché dopo le pesanti sconfitte subite da Djokovic nell’ultimo anno in tutti gli Slam e il sorpasso in classifica, si è fatta strada l’idea che il campione spagnolo soffra di una specie di complesso nei confronti del serbo. Il quale, dal canto suo, non sta ripetendo il suo fantastico 2011 né nei risultati, né nella qualità del gioco, che anche qui a Parigi è stato alterno e l’ha portato più volte vicino all’eliminazione.
Per questo motivo, Nadal veniva dato leggermente favorito nei pronostici della vigilia, e nei primi due set aveva dato in effetti l’impressione di poter finalmente mettere sotto l’avversario. Ma il ribaltone nel terzo set e soprattutto all’inizio del quarto hanno reso molto incerta la situazione: senza la pioggia l’impressione è che si sarebbe andati al quinto set, una vera lotteria dopo una maratona già superiore alle 3 ore.
Se vorrà vincere, Rafa oggi dovrà dunque presentarsi determinato come ieri all’inizio, dopo aver resettato il finale negativo.
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