Gioco
Italiani, fanatici della moto ma prudenti
Stile di guida sicuro e niente rischi inutili. Adrenalina? Soltanto per chi ha meno di 25 anni
Tra chi guida un’automobile e chi una motocicletta, l’esperienza di tutti i giorni insegna che c’è più di un grado di separazione. Nelle abitudini, nei comportamenti e, perché no, nel modo di rapportarsi ai propri “colleghi”.
Il Centro studi della Direct Line si è tuttavia preso la briga di andare a verificare anche su base statistica i modi di agire dei centauri di casa nostra.
Ne esce un quadro per certi versi prevedibile, per altri meno: perché se è vero che le motivazioni principali sono la passione e il fanatismo, lo è altrettanto che quell’italiano su cinque che inforca una motocicletta è sempre più attento alla sicurezza e solidale con gli altri.
Il 69 per cento predilige infatti uno stile di guida che non faccia correre rischi inutili, soprattutto se si va avanti con gli anni visto che la percentuale sale al 76 per cento per età comprese tra 35 e 45 anni, e addirittura all’83 per cento per gli over 45.
Quasi superfluo ricordare come invece siano i giovani, quasi uno su tre negli under 25, a ricercare l’adrenalina da velocità, nonché a prestare un’attenzione quasi maniacale ai dettagli della propria motocicletta.
La maturità fa invece rima con vanità, visto che più si è grandicelli più si fa caso all’accessorio e all’abbigliamento “giusto” da sfoggiare.
Non è un caso, cercando di inquadrare il fenomeno in maniera più generale, che il 57 per cento degli intervistati pensi che i motociclisti siano più fanatici degli automobilisti, perché la moto è vista come scelta edonistica mentre l’auto come frutto di necessità familiare o di lavoro. Anche se, a onor del vero, c'è un 35 per cento che mette sullo stesso piano la passione per l’una o per l’altra.
Ma il dato probabilmente più interessante che emerge riguarda quella sorta di solidarietà “corporativa” tra chi guida una moto: ben il 78 per cento di questi si dichiara pronto a soccorrere un collega in difficoltà, pur se si tratta di un perfetto sconosciuto.
Uno spirito di corpo notato, guarda caso, anche dal 62 per cento degli automobilisti. Che sotto sotto evidentemente ammirano quei centauri che sfrecciano così fieri. Se non altro, perché magari in gioventù lo sono stati anche loro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google