Italia
Da prima a quinta in 5 giri: il suicidio della Ferrari
Alonso non viene richiamato ai box e il finale con le gomme deteriorate diventa un calvario, lo passano in quattro. Hamilton vince e balza in testa
MONTREAL. Lewis Hamilton ha vinto il Gp del Canada ed è il settimo vincitore diverso su sette gare, questo dimostra quanto incerta sia la situazione: la McLaren sembrava in crisi e adesso è tornata sul gradino più alto del podio e in testa al Mondiale. Tutti sbagliano, tutti rimediano, il campionato è apertissimo e imprevedibile.
Ma resta il fatto che ieri a decidere la corsa del “Gilles Villeneuve” sono state le strategie scelte ai box. La McLaren non cambia quella delle due soste ed ha la meglio su Vettel e Alonso che hanno provato ad arrivare al termine fermandosi una sola volta, cosa che alla fine non ha pagato. Se n’è reso conto il campione del mondo della Red Bull che è corso al riparo a 6 giri dal termine recuperando alla fine il quarto posto alle spalle della Lotus di Romain Grosjean, secondo e della Sauber di Sergio Perez, terzo con la Sauber, due outsider premiati dalla scelta di un solo pit-stop deciso prima del via con una gara più accorta per le gomme.
La Ferrari, invece, l’ha fatta grossa. Con Fernando Alonso in testa, pilota e box decidono di andare avanti senza cambiare le gomme e così facendo incappano in un grave errore di strategia: lo spagnolo in 5 giri scivola infatti dal primo fino al quinto posto, sorpassato anche da Vettel, e per di più perde anche la testa del Mondiale che passa ad Hamilton con 88 punti.
Nel giorno in cui c’era la macchina è mancata forse la testa agli uomini del muretto box che hanno vanificato - ovviamente con il senno di poi che è sempre facile - la possibilità di arrivare se non primi almeno secondi, mantenendo almeno la leadership iridata. L’azzardo non paga e questi sono punti pesanti che in un campionato pazzo ed equilibrato come questo alla fine potrebbero essere amaramente rimpianti. Intanto, anche Vettel rosicchia qualcosa in classifica e ora è lì, a un passo.
Il film della gara. Dietro ai primi parte bene Felipe Massa che attacca subito Rosberg per la sesta posizione che conquista al terzo giro, ma al 6° vanifica tutto con un testacoda alla curva 1 spiattellando le gomme e retrocedendo in dodicesima posizione, per poi fermarsi a sostituirle.
Al 18° giro inizia il valzer dei pitstop, il primo a fermarsi è Vettel che perde la prima posizione a vantaggio di Hamilton che resta in pista prima di fermarsi a sua volta, ma riesce a tornare in pista davanti al tedesco. Ne approfitta Alonso che fa due giri prima della sua sosta, al rientro è davanti alla McLaren e fa tutto per restarci davanti, ma alla prima occasione Hamilton sfrutta il Drs per scavalcarlo e portarsi al comando. Alle spalle dei primi tre si portano Kimi Raikkonen con la Lotus e Sergio Perez con la Sauber, entrambi con gomme soft che sembrano voler attuare la strategia di un’unica sosta.
A 20 giri dalla fine Hamilton fa la seconda sosta, monta le soft e rientra al terzo posto, mentre davanti a lui Alonso e Vettel vanno avanti. A 8 giri dalla fine Hamilton supera Vettel ed è a soli 4” da Alonso; Vettel si ferma, ma lo spagnolo della Ferrari insiste: le sue gomme collassano, Fernando si vede sfilare via malinconicamente Hamilton, Grosjean, Perez e alla fine anche il redivivo Vettel. Una grande occasione perduta.
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