Gioco
Il nome più richiesto è quello di... Spinelli
Taranto (sull’orlo del fallimento) e Triestina offerti al presidente che risponde picche: «Penso soltanto al Livorno»
LIVORNO. Estate, tempo di campagna acquisti. Giocatori, allenatori, dirigenti: sono praticamente tutti in vetrina. A Livorno, però non ci facciamo mai mancare nulla e allora accade che uno dei più richiesti in questo momento è Aldo Spinelli. In questa fase, per metterla in burla, ha più richieste il presidente della coppia d'attaccanti Dionisi-Paulinho.
Sos Taranto. I fatti: nei giorni scorsi Spinelli ha ricevuto una telefonata da Ermanno Pieroni che gli proponeva l'acquisto del sodalizio rossoblù che dopo essere stata eliminata in semifinale playoff dalla Pro Vercelli versa in gravissime difficoltà economiche. Il Taranto è sull'orlo del fallimento. E' una scatola vuota. I giocatori hanno messo in mora la società e il futuro dei pugliesi è nebuloso. L'unica possibilità di salvezza era la promozione in serie B. Sfumata quella, la piazza pugliese rischia seriamente di sparite. Da Taranto arrivano rumors secondo cui anche il Tribunale avrebbe caldeggiato l'intervento di Spinelli per evitare il peggio.
Il quadro. Il contatto, tuttavia non ha portato proprio a nulla. E il sondaggio di Pieroni presso il presidente del Livorno è naufragato prima di decollare. I motivi? Alcuni sono oggettivi: la distanza di Taranto da Genova, l'impossibilità dello scalo portuale pugliese di offrire spazi al Gruppo Spinelli. Insomma. Il tentativo di coinvolgere Spinelli nel Taranto calcio aveva zero probabilità di riuscita. Le altre cause sono soggettive e le spiega lo stesso presidente.
Parola al patron. Raggiunto telefonicamente Spinelli si è messo quasi a ridere: «Guardi che non c'è nulla di reale in questa vicenda. Vogliono tirarmi dentro per la giacca in situazioni che non mi interessano affatto. Evidentemente è il dazio che si deve pagare quando si lavora bene. Il Livorno ha i conti in ordine e sono in molti quelli che premono per farmi esportare il modello amaranto. Ma non ci penso proprio. Il Taranto se lo compri Pieroni. Io resto qui. Sono straimpegnato nel Livorno e figuriamoci se voglio altre storie». Poi il presidente svela un retroscena: «Lo sa che mi hanno cercato pure da Trieste? Lì c'è un bello stadio. La piazza è importante, ma non se ne fa di nulla. Ogni giorno mi tocca smentire qualcosa o qualcuno». Insomma. I pensieri di Spinelli, in questo momento sono altri e tutti colorati d'amaranto: «Abbiamo ventinove giocatori in rosa - dice - per cui c'è superlavoro per Attilio Perotti ed Elio Signorelli che sono chiamati a sfoltire. Qualcuno lo abbiamo lasciato libero, ma stanno per tornare tanti prestiti per cui è opportuno sistemare chi non rientra nei nostri piani».
Giocatori nel mirino. La vicenda Taranto ha acceso una luce sulla squadra rossoblù che sul campo, senza penalizzazioni, avrebbe vinto il campionato di Prima Divisione. Ci sono almeno due elementi molto interessanti. Il dato curioso è che entrambi hanno riscosso tutte le spettanze e quindi non hanno firmato la messa in mora: sono gli unici. Si tratta di due centrocampisti offensivi: Daniele Sciaudone, trequartista, classe 1988 tre gol in 27 presenze con la maglia rossoblù nell'ultima stagione. Piace anche l'esterno sinistro brasiliano del 1987, Lucas Cossenzio Chiaretti, che di reti ne ha segnate sette. Su quest'ultimo, però, ha messo gli occhi pure il Pescara. Ma attenzione: se il Taranto fallisce, questi sono giocatori che possono arrivare a parametro zero. Quindi è opportuno aspettare.
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