Il Tirreno

Livorno

LA CRISI VISTA DA DUE DIRIGENTI FIGC

«Società, dovete pensare di più al settore giovanile»

«Società, dovete pensare di più al settore giovanile»

LIVORNO. Società che si fondono, società che rinunciano a una promozione appena conquistata, società che si ritirano dalle attività. E' solo la sensazione di qualche addetto ai lavori oppure si...

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Società che si fondono, società che rinunciano a una promozione appena conquistata, società che si ritirano dalle attività. E' solo la sensazione di qualche addetto ai lavori oppure si profila una piccola crisi per il calcio dilettantistico? Bruno Perniconi, il livornese vice-presidente regionale della Figc spiega che è presto per fare una valutazione attendibile: «All'inizio della scorsa stagione sul territorio regionale il numero delle iscrizioni era aumentato. Sulla prossima non mi posso ancora pronunciare: bisogna aspettare i tempi tecnici della scadenza delle richieste di fusione e della fine delle iscrizioni per avere un quadro preciso. Certo il momento non è dei più facili: la crisi che ha colpito il paese si riflette anche nel calcio dilettantistico. Si trovano più difficilmente sponsor e le società che non hanno un settore giovanile soffrono più delle altre, poichè è proprio la presenza di un settore giovanile che nel medio e lungo periodo permette di ridurre i costi. Lo si vede spesso anche nelle fusioni, che spesso riguardano società che hanno solo la prima squadra e che per continuare ad esistere si accorpano con società centrate invece sul settore giovanile».

Capita dunque più di prima che le società si trovino in sofferenza: «Non di rado le crisi sono l'esito di scelte che nell'immediato puntano a salvare il prestigio, ma che alla distanza si rivelano infelici. Io penso che a volte sia preferibile programmare una retrocessione, cercando magari nel contempo di far crescere i giovani, piuttosto che restare attaccati a un campionato che non si è materialmente in grado di disputare al meglio». Accanto alle problematiche economiche, si impone la crescente difficoltà di disporre di adeguati staff dirigenziali: «C'è anche il problema del volontariato. Nel settore giovanile spesso le società trovano un valido aiuto nei genitori, che si prestano a dare una mano, a partecipare alle attività organizzative. E' una consuetudine che però si perde con le prime squadre».

Per sviluppare la crescita dei dirigenti, la Figc propone appositi corsi, come sottolinea Roberto Tramonti, delegato provinciale: «Negli ultimi tempi, oltre ai corsi per allenatori, abbiamo organizzato anche corsi per dirigenti, cercando di fornire le competenze e gli strumenti utili a una società, magari basata su un gruppo di amici, per fare un piccolo salto di qualità». C'è dunque futuro soltanto per i settori giovanili? A Livorno, oltre a un gruppo di società con prime squadre ormai storiche quali Picchi, Pro Livorno Sorgenti o Portuale Guasticce, sopravvive un tessuto magmatico ma diffuso che si incarna in particolare in una Terza Categoria molto vivace: «La nostra Federazione provinciale – spiega Perniconi – ha fatto il possibile per agevolare la partecipazione alla Terza categoria, a partire dalle quote di iscrizione, che sono le minime consentite dalla Figc, fino alla rimozione dell'obbligo di dover schierare in ogni partita almeno un ventenne, che c'era fino a qualche tempo fa. Quest'anno nella nostra provincia abbiamo avuto ben due gironi di Terza, grazie anche all'accorpamento di alcune squadre del Pisano; del resto ragionare in una prospettiva inter-provinciale è indispensabile per razionalizzare e mettere sempre in piedi campionati di un certo livello. Ma anche a Livorno i problemi ci sono, a partire dalle strutture: molte squadre non trovano spazi per allenarsi e siamo sempre costretti a far giocare le partite dello stesso campionato in orari diversi per l'indisponibilità dei campi da gioco, occupati per l'intero fine settimana».

Note positive? «Sicuramente sta crescendo l'attenzione verso certi aspetti fondamentali come quello della sicurezza: già prima che accadesse la tragedia di Piermario Morosini, la Figc aveva stipulato con la Regione Toscana un protocollo di intesa per distribuire 150 defibrillatori ad altrettante società toscane e per realizzare corsi che insegnassero ai dirigenti come usarli».

Alessio Traversi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web