Il Tirreno

Livorno

SPORT E SOLIDARIETà

Orlando e Unicef, il progetto continua

Il dirigente Marrucci: «Nove scuole calcio coinvolte, che bello»

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LIVORNO. Prosegue a gonfie vele la campagna intrapresa dell'Orlando Telcosistemi, società ormai da parecchi anni associata all'Unicef, contro qualunque forma di comportamento aggressivo, in primo piano il bullismo, nella vita di tutti i ragazzi così come nel calcio giocato. Queste le parole del referente Milan dell'Orlando Telcosistemi, Franco Marrucci: «Con il contributo di Uncef siamo riusciti ad estendere questo progetto, già intrapreso lo scorso anno, a nove scuole - dichiara - al termine dei tre mesi, i bambini hanno fatto degli splendidi disegni che sono tuttora appesi nella sede Unicef, aperti gratuitamente a chiunque».

La loro intenzione è stata quella di mandare un messaggio preciso, consapevoli dei loro diritti – prosegue – tutti i ragazzi sono stati meravigliosi e speriamo di poterlo ripetere perché la perseveranza, come si dice, è la madre della memoria».

Il progetto dell’Orlando Telcosistemi è stato rivolto alle piccole leve della Scuola calcio: « Il bambino a quell'età è il più sensibile e si cerca di intervenire subito affinché l'intera società possa migliorare». E il calcio è un bel palcoscenico da dove partire: «Si sta parlando di una vetrina mondiale dove loro sono i protagonisti assoluti. L'Orlando Telcosistemi, dall'anno della sua fondazione, è sempre stata predisposta a questo tipo di problematiche sociali, sperando di poter presto raccogliere dei frutti».

Alla giornata conclusiva del progetto erano presenti genitori, allenatori e parenti che si sono espressi in questi toni: « I maestri e gli istruttori, con il contributo sostanziale dei genitori, dovrebbero essere i promotori assoluti della solidarietà».

Anche due sostenitori accaniti di Giorgio Chiellini, Marco Salvadori e Alberto Sottoschetti, giovanissimi calciatori della categoria Pulcini 2003 del Livorno 9, ci hanno raccontato le loro impressioni: «Siamo felici di aver avuto modo di assistere a questa mostra. Abbiamo pensato immediatamente a tutti i ragazzi meno fortunati di noi e speriamo che ogni gesto di violenza non avvenga mai più». Tutti i bambini hanno esaminato accuratamente il problema: « E' pure colpa nostra - concludono - dovremmo stare sempre uniti e combattere tutti assieme».

Martina Parigi

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