Gioco
Nicola annuncia un Livorno da corsa
Il nuovo allenatore: «Arrivo in una piazza esigente, ma ho ambizione e voglia di dimostrare che merito questa chance»
LIVORNO. «Un allenatore giovane, ambizioso, con qualità tecniche e voglia di fare. Un ragazzo acqua e sapone. Livorno è una piazza difficile, ma sono convinto che lui possa far bene. Lo conosco da sei anni, è stato con me da giocatore in tre società diverse (Andria, Ancona, Genoa). Ha la mia benedizione». Sorride Attilio Perotti, il direttore tecnico amaranto, nel presentare Davide Nicola, l’allenatore scelto per la prossima stagione insieme al preparatore atletico che era con lui nel Lumezzane, Gabriele Stoppino, e che come vice potrà avvalersi dell’esperienza di Ezio Gelain, già braccio destro di Perotti nelle ultime quattro partite che hanno spinto Luci e compagni alla salvezza diretta.
Felice di esser qui. Davide Nicola, 39 anni, due stagioni al timone del Lumezzane in LegaPro (Prima Divisione), dove ha ottenuto un sesto e un ottavo posto, sorride. Misura le parole, ma quello che prova gli si legge negli occhi. «Sono onoratissimo – dice – di poter allenare in una piazza storica, Livorno rappresenta un netto miglioramento nella mia carriera. E’ un’occasione importante, in una città molto esigente, però se uno non è ambizioso evita di venire qui. La voglia è tanta, accetto qualsiasi tipo di pressione. Come giocatori mi servirà gente entusiasta, disposta a creare quel senso di appartenenza indispensabile. Le responsabilità sono mie, ovvio, ma avrò bisogno dell’aiuto di tutti».
Il credo tattico. «In questi due anni al Lumezzane – continua Nicola – ho giocato con diversi moduli: il 4-2-3-1, il centrocampo a rombo con il trequartista dietro le punte, poi nell’ultima stagione dopo tre partite ci siamo accorti che era meglio cambiare, passando al 4-3-3. Voglio un calcio dinamico, propositivo, improntato sulla velocità. Gli attaccanti? Mi piacciono giocatori efficaci in relazione al gioco che vuoi fare. Non esisteuno spartito fisso, l’impronta nel gruppo va costruita prima fuori dal campo, creando rapporti interpersonali, senso di appartenenza, condivisione di ruoli».
I giocatori. «Li conosco tutti – prosegue il tecnico amaranto – alcuni attraverso la tv e altri, come Paulinho, per averli incontrati da avversari. Gli inamovibili? Niente nomi, dico soltanto che nella rosa di quest’anno ci sono diversi elementi importanti e con contratti pluriennali. Le nostre scelte comunque saranno dettate soltanto dalla voglia di sposare il progetto Livorno; punteremo su persone capaci e disposte a dare il massimo. In questo calcio moderno non si può giocare al risparmio, e con 42 partite avremo bisogno di una rosa completa. L’ultima stagione? L’ho seguita in tv: l’inizio con Novellino, poi Madonna, quindi Perotti. Il Livorno mi è sembrato una squadra che aveva idee, buon ritmo e qualità. Il problema è stato la mancanza di continuità, per vicissitudini varie che voi conoscete meglio di me. Il salto di categoria non mi spaventa, se avessi paura andrei a fare un altro lavoro. Allenare invece è una passione, una piacevole ossessione. Mi ritengo un tipo molto schietto, leale, ma anche educato. Le cose si possono dire anche non urlando...».
Gli obiettivi. «Col presidente ne abbiamo parlato, sarà lui a focalizzarli illustrandoli alla città. Ho un anno di contratto, non c’è stato alcun problema a mettersi d’accordo».
Il preparatore. «Al Lumezzane – dice Gabriele Stoppino – avevamo un motto di tre parole: correre, correre, correre. L’importante nell’arco di una stagione è non avere picchi, né verso l’alto e neppure in basso. La cosa migliore è la continuità. E noi lavoreremo in quella direzione».
Il vice. Ezio Gelain è di poche parole, ma precise: «Nicola finora ha fatto benissimo, la sua squadra giocava un bel calcio e lui è molto valido sotto il profilo tecnico. Bravo e con caratteristiche di gioco adatte a questa piazza. Dove magari serve qualche tocco in meno ma la gente adora i giocatori che mangiano il campo. E il fatto che Attilio Perotti lo conosca da tanto tempo è una garanzia».
La preparazione. «Con lo staff e la società ci mettiamo subito al lavoro – dice Nicola – per individuare i giocatori giusti e stilare la tabella di marcia». Il raduno dovrebbe essere intorno al 10 luglio, 3-4 giorni di preparazione al Centro Coni, poi il ritiro in quota. Ci sono diverse opzioni, ma la località più indiziata è Castel di Sangro.
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