Sicurezza
Knezevic e Bardi, due partenze che pesano
Perotti: «Paulinho e Dionisi? Nessuno intende svendere e il presidente non inizierà quest’anno»
LIVORNO. Risolta in tempi rapidi la questione allenatore, il Livorno sta per passare alla fase due, quella che deve portare alla costruzione di una squadra competitiva e in grado di centrare l'obiettivo fissato da Spinelli: una tranquilla salvezza, da conquistare con qualche settimana di anticipo. Il deus ex machina del calcio mercato amaranto Attilio Perotti insieme al tecnico Davide Nicola e al presidente ha già iniziato a guardarsi attorno alla ricerca dei giocatori da Livorno, degni di indossare la prestigiosa maglia.
L'analisi del gruppo. Il direttore tecnico ha le idee chiare e un rinnovato attaccamento alla società e alla maglia. Come se l'intensa avventura delle ultime quattro giornate con annessa, miracolosa salvezza, lo avessero reso (se possibile) ancora più partecipe nel progetto amaranto. Perotti conosce la squadra, sa dove mettere le mani e ha già in mente le prime mosse. C'è da scremare una rosa ipertrofica: «Dobbiamo necessariamente mandare qualcuno a giocare - dice - e valutare i calciatori che sono attualmente di nostra proprietà. L'operazione successiva sarà l'acquisto degli elementi che ci servono nei ruoli chiave e in quelli in cui siamo scoperti».
Knezevic e Bardi. Una colonna amaranto da sei anni a questa parte se n'è andata. Livorno saluta il muro croato: «Era prevedibile - dice il dt - che Dario tornasse a casa. Il difensore ha firmato per il Rijeka e quindi adesso ci mettiamo in cerca di un sostituto all'altezza del suo predecessore. Il nostro mercato adesso ruota attorno alla situazione di Bardi. Anche quello è un nodo da sciogliere, ma senza fretta. Ecco, questo è un momento in cui c'è da fare un passo alla volta. Bisogna stare calmi».
Paulinho e Dionisi. I due attaccanti sono l'argenteria di casa. E' normale che molte società vi abbiano messo gli occhi addosso. Perotti non si nasconde dietro un dito. La coppia-gol, però vale diversi milioni per cui il finale di questa storia è tutto da scrivere: «Adesso è prematuro parlare - sostiene il dt - perché le dinamiche del mercato sono anomale. Detto questo, con la crisi economica attuale, sinceramente pare difficile ipotizzare che una società si presenti con i soldi per acquistare l'uno o l'altro anche perchè qui nessuno ha intenzione di svendere i giocatori che riteniamo importanti. Il presidente Spinelli non l'ha mai fatto, Figuriamoci se inizia quest'anno. E comunque in caso di cessione di qualsiasi giocatore, è chiaro che prima ne sarà individuato il degno sostituto».
I tifosi. Inutile girarci attorno. C'è una parte della tifoseria che è pronta a criticare la società in caso di campagna acquisti non del tutto soddisfacente: «Lo so - dice Perotti - e posso anche essere d'accordo. Ma sono fiducioso. Non dobbiamo fare cose eclatanti. Non dobbiamo promettere di vincere il campionato. Vogliamo lavorare bene. Quello sì. Ecco perché sono ottimista. L'idea è quella di salvarci presto, di valorizzare i giovani e di praticare un buon calcio. Ripeto. Se facciamo una cosa per volta senza farci prendere dalla frenesia aumentano le probabilità di raggiungere la soddisfazione di tutte le componenti»
Settore giovanile. Le grandi manovre coinvolgeranno anche le minori amaranto. «Non abbiamo bisogno di allenatori che ci fanno vincere il campionato, anche perché per il Livorno sarebbe veramente difficile, ma di istruttori in grado di far crescere i ragazzi e insegnargli i fondamentali», dice Perotti. In pratica dopo l’addio a Cei e la probabile promozione di Alex Doga sulla panchina della Primavera potrebbe esserci anche il ritorno di David Balleri.
Fabrizio Pucci
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