Gioco
Spinelli scommette su Nicola: «Bravo e adatto al Livorno»
L’ex tecnico del Lumezzane sarà presentato stamani allo stadio. «Ricordate quando presi Donadoni e Mazzarri?»
LIVORNO. Fumata bianca: il Livorno ha il nuovo allenatore. Nessuna sorpresa. Come già ampiamente anticipato il tecnico proposto da Perotti e scelto da Spinelli è Davide Nicola, 39 anni proveniente dal Lumezzane che ha guidato brillantemente a un settimo e un ottavo posto in Prima Divisione di LegaPro nei primi due anni vissuti in panchina dopo campionati anni trascorsi ad arare la fascia destra. Due giorni fa al nostro giornale parlava già da amaranto: si capiva che l'idea di misurarsi con la serie B in una piazza importante come questa, lo entusiasmava. Ma era frenato, perché mancava l'ufficialità e senza il nero su bianco ha ritenuto opportuno non sbilanciarsi troppo. Nel primo pomeriggio è il presidente Spinelli in persona a ratificare l'ingaggio di Nicola che, per sua stessa volontà, ha firmato un contratto di un solo anno perché vuole meritarsi la riconferma sul campo e non a parole.
Tempi rapidi. Martedì Attilio Perotti aveva dichiarato che la società si sarebbe presa qualche altro giorno per decidere a cui affidare la squadra. Ieri all'ora di pranzo, invece, l'ex tecnico del 'Lume' era già ufficialmente il nuovo mister del Livorno. Spinelli spiega il motivo di questa accelerazione: «Avevamo in mano una rosa di allenatori - dice - perché oltre a quelli che ci piacevano, si sono proposti in molti. Tutti erano validissimi e degni della massima considerazione. Ma Nicola era in cima alla lista e dopo averci parlato questa mattina (ieri, ndr) abbiamo pensato che non era più il caso di tergiversare. Abbiamo rotto gli indugi per rispetto di quanti erano in attesa. Non volevamo illudere nessuno. Adesso possono trovare una sistemazione altrove».
La carica del presidente. Con la scelta dell'allenatore, Spinelli si è tolto un peso: «Abbiamo messo la prima pietra. Nicola è stato un mio giocatore ai tempi del Genoa. Era un terzino destro fortissimo. Perotti ha valutato tutti gli aspetti: quelli tecnici e quelli umani. Penso proprio che abbiamo fatto una buona scelta, perfettamente in linea con la nostra filosofia che è quella di lanciare giovani allenatori emergenti». Il patron, poi paragona Nicola a due suoi illustri predecessori che prima ebbero la definitiva consacrazione proprio sulla panca amaranto: »Ricordate? Nel 2002 presi Donadoni dal Lecco e lo feci debuttare in serie B. E l'anno dopo prelevai Mazzarri dalla Pistoiese. Poi tutto hanno visto che carriera hanno fatto».
Il ritratto di Nicola. Spinelli fornisce pure una sommaria descrizione del nuovo allenatore: «E' un ragazzo semplice. Perbene, leale. E soprattutto è determinato e ha tanta voglia di arrivare. Le ambizioni, nel calcio come nella vita, sono fondamentali. Senza quelle non si va da nessuna parte». Al presidente piacciono molto gli allenatori "lavoratori", quelli che fanno sudare i ragazzi anche durante la settimana. «Nicola ha proprio questa caratteristica. E' un tipo alla Zeman. Come il boemo stronca i giocatori durante la settimana, ma al sabato la sua squadra vince e si diverte». Non è questo l'unico motivo che ha portato alla scelta: «Davide - conferma il presidente - spreme il meglio da giovani. Li valorizza. Proprio come piace a me. E come deve fare il Livorno. Certo. Cerchiamo di mantenere i giocatori cardine, ma noi sposiamo la linea verde».
Obiettivo di stagione. A giugno è opportuno parlare anche di obiettivi. Inevitabile capire che cosa ha chiesto Spinelli al nuovo allenatore al momento della firma del contratto: «La salvezza - spara deciso Spinelli - perché il mantenimento della categoria è determinante. Vedete il dramma che stanno vivendo Empoli e Vicenza che si sfidano ai playout? Una delle due retrocederà e andare in LegaPro significa sparire dalla circolazione. Guardate la fine che hanno fatto Triestina e Piacenza». Salvezza, magari con qualche sofferenza in meno rispetto alla passata stagione: «Proprio così. Vogliamo fare un campionato tranquillo. Senza patemi. Una volta raggiunta la permanenza in serie B, ciò che verrà in più sarà tutto di guadagnato. Noi lavoriamo per costruire un futuro solido in questa categoria».
Lo staff. Spinelli illustra anche l'equipe del nuovo allenatore: «Nicola porta con sé da Lumezzane il preparatore atletico Stoppino. Quello è un ruolo delicatissimo che in passato ha fatto la fortuna di Mazzarri, Donadoni, Jaconi. Il vice sarà Ezio Gelain che ha già dato un bel contributo a Perotti nel finale di stagione. Partiamo da una base solida perché conosciamo bene il materiale tecnico e umano a disposizione. Insomma sono fiducioso».
Il ruolo di Perotti. Spinelli lo chiama il 'nostro salvatore della patria'. Il direttore tecnico non vuole e non deve essere una figura ingombrante per il nuovo allenatore. Il presidente non ha dubbi: «Ci sarà la supervisione di Attilio, ma Nicola dovrà pensare, agire con la propria testa. Certo, se avrà bisogno di un consiglio può chiederlo, ma non ci sarà nessuna ingerenza. Da questo punto di vista deve stare sereno».
Oggi il vernissage. Stamani alle 11 allo stadio Davide Nicola sarà presentato alla stampa. Sarà il momento di fare la conoscenza con il nuovo tecnico, che dodici anni fa, da giocatore passò agli onori della cronaca per aver dato un bacio a una poliziotta per festeggiare un gol segnato con la maglia del Genoa all'Atalanta. Un tipo esuberante, insomma. Ma terribilmente concreto che a Livorno può trovarsi d'incanto.
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