Il Tirreno

Livorno

Nicola a cuore aperto: «Livorno è sanguigna ci starei benissimo»

di Fabrizio Pucci
Nicola a cuore aperto: «Livorno è sanguigna ci starei benissimo»

Al tecnico del Lumezzane fa molto piacere che il suo nome sia accostato alla panchina amaranto. «Ma non c’è niente»

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Trentanove anni compiuti il 5 marzo scorso. Piemontese di Luserna San Giovanni. Davide Nicola è il favorito nella corsa alla panchina del Livorno. Dicono di lui che tatticamente sia preparatissimo. Il modulo? Non è un problema. Lo adatta ai giocatori. L'anno scorso il suo 'Lume' partì con il 4-4-2. Poi in corso d'opera lo schema classico fu trasformato in 4-3-1-2. Nel 2010 alla sua ultima stagione da giocatore in maglia Lumezzane ha vinto la Coppa Italia. L'allenatore di quella squadra era Leonardo Menichini che lo considerava il suo alter ego in campo. Insomma. Le referenze sono ottime. La società scioglierà il nodo alla fine di questa settimana. L'ex tecnico del Lumezzane deve vincere la concorrenza di almeno quattro colleghi: Torrente, Dionigi, Di Francesco, Stroppa più vari ed eventuali outsider. Intanto però, lui non si nega al telefono e di primo acchito regala la piacevole sensazione di essere un tipo tosto, sanguigno e con le idee chiarissime.

Nicola, il suo nome è stato ripetutamente accostato al Livorno. Che effetto le fa?

«Sono lusingato. Sì, mi fa molto piacere. Tuttavia devo dire che non conosco bene la situazione in casa amaranto per cui mi pare prematuro rilasciare qualsiasi dichiarazione verso un futuro che al momento è ancora da definire».

Di certo c'è un legame solido con il presidente Spinelli..

«Sì. Lo conosco da molto tempo. Fin dall'inizio della mia carriera di giocatore. Si parla di circa vent'anni fa».

Il presidente ha sempre parlato bene di lei.

«Significa che qualcosa di buono ho fatto quando ero alle sue dipendenze».

E' vero che ha suggerito a Spinelli l'acquisto di Galabinov?

«Sì, i rapporti tra noi sono sempre stati ottimi. Ricordo ancora la vicenda dell'attaccante bulgaro».

A Livorno, il giocatore non ha lasciato traccia. E nemmeno rimpianti.

«Quando la società amaranto mi chiese informazioni di Andrei, risposi che per la LegaPro era un elemento valido, ma che era un diamante totalmente da sgrezzare. Insomma. Sul ragazzo c'era tanto lavoro da fare. Quello era un acquisto da fare in prospettiva».

Lei conosce molto bene anche il direttore tecnico Perotti.

«Certo. L'ho avuto come allenatore per tre anni».

Sarà proprio Perotti, di concerto con Spinelli a scegliere il nuovo allenatore..

«Capisco dove vuole arrivare. Ma le assicuro che questo non significa nulla nel modo più assoluto».

Vero, però lei è giovane ed emergente. Insomma: ha tutte le caratteristiche che il Livorno richiede al nuovo allenatore.

«Non so quale tipo di tecnico sia preferito dagli amaranto. Ripeto. Parlare oggi è difficile perché non è possibile leggere il futuro».

Mettiamola così. Dopo due anni splendidi passati al Lumezzane, qui farebbe il salto di categoria e anche di qualità sul piano della ambizioni.

«Questo è fuori di dubbio. Mi piacerebbe molto venire ad allenare il Livorno. Non avrei nessun tipo di problema a indossare la tuta amaranto».

Lei sa che questa è una piazza completamente diversa dalle altre e che qui il senso di appartenenza è un valore assoluto?

«Sì. Di sicuro mi piace la gente di Livorno. E' sanguigna e calda. Tutte caratteristiche che ho nelle mie corde. E' una città solida e sincera come piace a me e che esprime i propri sentimenti direttamente e non dietro le spalle. Sì, mi troverei benissimo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web