Gioco
Del Piero, tentazione sudamericana
Alex fa il misterioso: «Giocare in Argentina? Perché no...»
TORINO. «Giocare in Argentina? Perché no, il calcio latino è anche il mio calcio». Alessandro Del Piero strizza l’occhio al calcio sudamericano, «che è anche il mio calcio. Questo è un momento delicato per me, non so ancora cosa farò, dove andrò a giocare ma non ho preclusioni, non dico di no a prescindere. Valuteremo tutto quello che può capitare».
Del Piero sa di avere molti estimatori in Argentina: «Mi capita di viaggiare molto, tutti i tifosi del Boca vengono a salutarmi, ricordano il gol che ho segnato al River Plate nella Coppa Intercontinentale - racconta - Boca e River sono il top».
E tra i Millonarios c’è un vecchio amico: David Trezeguet. «Non ci siamo sentiti, magari mi chiamerà: se lo fa vi avviso», sorride Del Piero commentando la possibilità che l’attaccante francese provi a convincerlo a trasferirsi a Buenos Aires. «È uno dei migliori goleador che abbia mai visto - dice di Trezeguet - Ha una grandissima capacità di coordinazione, riesce a tirare al volo da qualsiasi posizione. E poi ha un tempismo incredibile in area, sa dove andrà la palla».
Inevitabile, parlando di calcio argentino, di soffermarsi sul paragone Maradona-Messi. «Diego è stato l’idolo di tutti, sapeva fare con la palla qualcosa che gli altri non sapevano fare - spiega Del Piero - Rimanevo sempre a bocca aperta, per lui e per altri giocatori ho avuto sempre una venerazione. Ma non si possono fare paragoni quando ci sono epoche diverse, situazioni diverse. Diego nella sua epoca è stato il numero uno e oggi il numero 1 è Messi. Anche Lionel fa delle cose col pallone che sono incredibili».
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