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Cichello, addio ai sogni di gloria

Cichello, addio ai sogni di gloria

Boxe: battuto per kot, la corona dell’Unione Europea dei pesi massimi a Kolaj

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LIVORNO. Addio ai sogni di gloria planetari. La corona dell'Unione Europea dei medio massimi, in palio sotto il cielo stellato di Villanova di Guidonia, se la porta a casa il ventinovenne albanese, naturalizzato italiano, Orial Kolaj. L'epilogo, per kot, dopo un minuto e 18 secondi dell'undicesima ripresa, delle dodici previste. Ironia della sorte, dopo che Dario Cichello ha appena dato un'accelerata al match, con una violenta serie di combinazioni a due mani. La reazione di Kolaj, però, non è tardata ad arrivare in tutta la sua veemenza. E un paio di tremendi ganci hanno lasciato il segno. Gambe e braccia di Cichello si sono appesantite come macigni e la sua lucidità ha iniziato a vacillare in maniera preoccupante. L'arbitro dopo averlo guardato negli occhi ha imposto lo stop, anche se l'incontro avrebbe potuto proseguire, magari dopo un conteggio in piedi per fargli riordinare le idee. Meglio così in ogni caso. Perché la salute viene prima di tutto anche se c'è di mezzo la carriera.

Fino a quel momento l'incontro era filato via su canoni ben definiti, con il pallino dell'iniziativa in mano a Kolaj che cercava e trovava la corta distanza, usando come grimaldello il suo jab sinistro mulinato a frequenza impressionante. Corta distanza che un guerriero del ring e grande incassatore come Dario Cichello non si sognava neppure lontanamente di rifiutare. Sbagliando perché la sua struttura fisica, la maggiore linearità dei suoi colpi e il più alto tasso tecnico gli avrebbero dovuto consigliare un atteggiamento meno aggressivo e dispendioso e sicuramente più efficace. A consigliare, apparentemente senza essere troppo ascoltato, un'impostazione tattica diversa: «usa più il montante e il diritto», all'angolo era Gigi Tassi. Uno che sa leggere gli incontri come pochi.

Il match si è trasformato così, fin dalle prime battute, in un'autentica battaglia. Un match d'altri tempi. Una pacchia per il numeroso pubblico che ha sommerso d'applausi i due boxer. Uno spettacolo neppure lontano parente dell'incontro che i due pugili avevano disputato, a Stagno, un paio d'anni fa, quando entrambi avevano mostrato il peggio del loro repertorio.

A imprimere una svolta, non decisiva ma sicuramente importante, sull'esito del match all'ottava ripresa è stata una violentissima capocciata che Kolaj ha rifilato, in maniera del tutto casuale, all'uscita da uno scambio ravvicinato, a Cichello procurandogli una vistosa ecchimosi, tre o quattro centimetri sopra l'occhio destro. Un infortunio che ha rischiato di far interrompere in anticipo, per intervento medico, la "tenzone".

Su questo episodio, pur dopo aver riconosciuto i meriti del proprio avversario, ha chiosato Dario Cichello al termine dell'incontro: «Ho sentito un male tremendo. Anche nelle riprese successive sentivo dolore e ero infastidito e per questo meno lucido». (ma. or.)

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