Il Tirreno

Livorno

Perotti torna alla scrivania disegnerà il nuovo Livorno

Il presidente Spinelli gli ha dato pieni poteri: «Sceglierà il nuovo allenatore (Nicola è in pole) e dovrà occuparsi anche di valutare tutto il parco giocatori»

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LIVORNO. Tornare dietro la scrivania dove il lavoro non manca, ma l'atmosfera è più ovattata o rimanere in panchina ad allenare i ragazzi e vivere l'adrenalina della partita? Dilemma risolto. Sì perché due notti hanno portato consiglio ad Attilio Perotti che nel primo pomeriggio di ieri ha sciolto le riserve e ha disegnato il futuro suo e anche del Livorno. Lo ha fatto a Genova dinanzi allo stato maggiore amaranto: ad Aldo e Roberto Spinelli e all'amico fidato Silvano Siri in una riunione dai toni pacati e resi ancora più sereni dalla salvezza appena conquistata.

Il verdetto. E' il presidente a prendere la parola all'ora del thè. E alla prima frase chiarisce definitivamente il panorama che si vede da casa Livorno: «E' stata una riunione proficua – dice – durante la quale il nostro allenatore ci ha comunicato l'intenzione di tornare a svolgere le mansioni di direttore dell'area tecnica». Punto e a capo, senza battere ciglio: «Quello è un ruolo di grande responsabilità che Perotti ha già dimostrato di ricoprire molto bene e con profitto. I motivi della sua scelta? Ha guidato ottimamente la squadra per tre settimane. In quattro partite ha conquistato dieci punti e una salvezza che sembrava lontana. Ma un campionato intero è altro da un piccolo segmento, seppur delicatissimo, della stagione. Noi abbiamo accettato la sua decisione nella consapevolezza che continuerà a fare il bene del Livorno. Siamo molto sereni».

Il futuro. Spinelli è calmo e rilassato. Da sempre nutre il massimo rispetto per Perotti e al nostro giornale ieri ha dichiarato che avrebbe accettato di buon grado qualsiasi decisione fosse stata presa dal tecnico bresciano. E così ha fatto. Non ha spinto in una direzione o nell'altra. Nessuna pressione anche se in cuor suo, forse, gli sarebbe piaciuto vedere ancora Perotti sulla panchina amaranto . Adesso, però si apre un altro capitolo della storia del Livorno: «Attilio - prosegue il presidente - prima di scendere in campo aveva un ruolo che adesso torna ad essere suo. Il primo passo è la scelta del suo successore». Sembra una situazione kafkiana, ma non lo è: «Sarà proprio lui, come è giusto, ad effettuare i sondaggi con i papabili. Qualche nome? E' presto per farne. Di certo, come nostra abitudine, cercheremo un allenatore emergente». Spinelli non si sbilancia, quindi, ma non è un mistero che in pole position c'è Davide Nicola del Lumezzane seguito a ruota da Davide Dionigi (Taranto).

Linea verde. Giovane l'allenatore, giovani saranno anche i giocatori del Livorno 2012/13. Spinelli su questo aspetto è categorico: «Abbiamo ventiquattro giocatori in prestito. Adesso dobbiamo valutarli e stabilire quali sono in grado di affrontare un campionato difficile come la serie B. Anche questo è un lavoro che deve svolgere Perotti. Lui è all'altezza della situazione. Può fare tutto. Oltre al tecnico deve scegliere chi deve arrivare e chi non fa più parte del progetto. La sua esperienza sarà molto utile. Siamo in una botte di ferro. I movimenti in entrata e in uscita sono nelle sue mani come la sua carica di direttore tecnico richiede». E poi in chiusura conferma anche che i contratti di Giovanni Gardini ed Elio Signorelli, in scadenza a giugno, saranno prolungati.

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di Redazione web