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Livorno

«Anche se non vado più in panchina farò tutto per la causa amaranto»

LIVORNO. «Sono rientrato nel ruolo che il presidente mi aveva dato, una scelta già fatta a suo tempo. In un momento di difficoltà ho accettato l’invito del presidente di tornare in panchina, ma il...

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LIVORNO. «Sono rientrato nel ruolo che il presidente mi aveva dato, una scelta già fatta a suo tempo. In un momento di difficoltà ho accettato l’invito del presidente di tornare in panchina, ma il Livorno ora ha bisogno di un allenatore giovane, con delle potenzialità, in grado di far rendere al meglio le forze che la società gli metterà a disposizione...».

Attilio Perotti ha appena lasciato Genova ribadendo a Spinelli la sua volontà di tornare dietro una scrivania. Sta guidando, è in macchina, ma parla volentieri del suo ritorno al passato. «Ho allenato per ventidue anni – sottolinea – e avevo già deciso di cambiare il mio ruolo nel calcio. Anche se non andrò in panchina cercherò di dare le indicazioni tecniche migliori per sostenere la causa amaranto».

Il presidente, nel summit svolto ieri insieme al figlio Roberto e a Silvano siri, ha dato a Perotti carta bianca e un mandato totale. Nella scelta del nuovo tecnico e dei giocatori che il budget consentirà di mettere a libro paga. Sul tecnico il dt amaranto non si sbilancia. Il nostro giornale aveva già scritto di un ballottaggio fra Nicola e Dionigi, nomi emergenti della LegaPro. «Sì, per adesso i nominativi sono questi», ammette Attilio Perotti. Che poi continua facendo un passettino indietro: «Questo gruppo che ha conquistato la salvezza è valido, sarebbe assurdo smantellarlo per ricominciare da zero. Il parco giocatori è buono e la qualità del gruppo è venuta fuori nelle ultime partite, determinanti per restare nella categoria. Ci sono dei nodi da sciogliere come il prestito di Bernacci (un giocatore cresciuto tantissimo nel finale di stagione), poi dei giovani emergenti da valutare e anche qualche ragazzo della Primavera, reduce da un campionato di qualità nel torneo di categoria che andrà esaminato accuratamente in vista di un eventuale inserimento nella rosa della prima squadra».

Aldo Spinelli ha sottolineato anche il folto numero di giocatori (24) sotto contratto col Livorno e in prestito nelle varie categorie. «Dovremo fare delle scelte – ripete il direttore tecnico – per poter puntare a una stagione di buon livello. Il budget sarà di un certo tipo, per disputare un campionato tranquillo. Niente spese pazze, perché non è investendo cifre folli che poi i risultati automaticamente arrivano. Il calcio è pieno di esempi del genere, in campo non vanno i miliardi».

Le grandi manovre amaranto, comunque sono appena cominciate. «Il campionato – è la voce di Attilio Perotti – è finito da due giorni, la società deve ancora mettere mano all’organigramma nella sua intierezza. Certo, non stiamo con le mani in mano, il nostro lavoro procede. Partendo dalla scelta dell’allenatore, che ovviamente dovrà essere la prima mossa».(re.mar.)

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di Redazione web