Gioco
«Ora scelga Perotti: allenare o fare il dt»
Oggi summit decisivo a Genova ma Spinelli è già ripartito
LIVORNO. Qualche falla qua e là. Lo scafo ammaccato. I marinai stremati, provati nel fisico, ma soprattutto nel cuore dopo la tragedia di Pescata. Eppure la navicella amaranto ce l'ha fatta. E' approdata nel porto della salvezza e la domenica che segue il derby con il Grosseto non è the day after, ma il giorno della serenità. Dei tifosi e anche di Aldo Spinelli, che fa il punto della situazione con la mente già rivolta verso il futuro.
Presidente, ci siamo tolti un bel peso!
«Sì e dobbiamo ringraziare Perotti e Siri: quella è una coppia di ferro. Abbiamo conquistato dieci punti nelle ultime quattro partite disputate contro tre squadra di prima grandezza: Sassuolo, Pescara e Brescia. E anche il Grosseto è stato tosto e non ci ha regalato nulla. Significa che avevamo un organico importante. E comunque il merito è di Attilio che è stato eccezionale. Ha toccato le corde giuste e ha saputo mettere molto bene la squadra in campo. Avete visto l'ultima sorpresa?»
Si riferisce a Bernacci per la prima volta titolare?
«Esatto. Quella è stata una mossa vincente. Questo è un grande giocatore che dovremmo cercare di recuperare. Vediamo che cosa possiamo fare per tenerlo. Ricordiamoci che il cartellino del giocatore è di proprietà del Bologna».
Sta già pensando alla prossima stagione?
«Sicuro. Questi sono giorni felici. Abbiamo mantenuto la categoria. La serie B è un patrimonio importantissimo. Teniamocela stretta».
Parliamo del ruolo di Perotti: tornerà dietro la scrivania o resterà in panchina?
«Deve decidere lui. Per me è il responsabile dell'area tecnica. E questo non esclude la possibilità che sia anche l'allenatore della squadra. Ma l'ultima parola spetta proprio ad Attilio. È lui che deve decidere che cosa vuol fare da grande».
Lei che cosa preferirebbe?
«A me Attilio serve anche dietro la scrivania: di lui mi fido a occhi chiusi. E sono certo che con la sua supervisione non commetteremo più gli errori recenti. Non esiste avere una rosa di ventinove giocatori. E poi dobbiamo lavorare sui giovani. Dobbiamo valutare i ragazzi che in questa stagione hanno giocato altrove. Il futuro del Livorno è la linea verde. C'è poco da fare».
Vedrà subito Perotti o gli lascerà qualche giorno di riposo?
«Stringiamo i tempi. Abbiamo in programma una riunione per domani (oggi ndr) in cui, oltre ad Attilio, ho convocato mio figlio Roberto e il vicepresidente Siri. Faremo una panoramica a 360° sulle mosse da fare».
Ovviamente a partire dalla scelta dell'allenatore...
«Sì. E dico a chiare lettere che io sarei felicissimo se Perotti rimanesse alla guida della squadra. Lui in quanto direttore tecnico potrebbe fare tutto: scegliere i giocatori da inserire nel suo progetto, decidere chi lasciare libero. Inoltre potrebbe pure decidere di rinnovare il contratto a qualcuno che a giugno va in scadenza. Insomma: se lui se la sente di continuare questa sua nuova avventura da allenatore per me va benissimo».
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