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Livorno

L’IMPORTANZA DI UN PASSATO NELLA MTB

Verba volant, scripta manent, direbbero quelli che han fatto il Classico. E stavolta è una bella soddisfazione dire che noi ci avevamo creduto fin dalla maglia rosa a Rocca di Cambio, tra il ludibrio...

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Verba volant, scripta manent, direbbero quelli che han fatto il Classico. E stavolta è una bella soddisfazione dire che noi ci avevamo creduto fin dalla maglia rosa a Rocca di Cambio, tra il ludibrio dei Sotuttomì. Ho seguito, ieri, la prova di Hesjedal, convinto che avesse già la vittoria in tasca, Non è un cronoman vero, ma è uno che sa correre fuori soglia anaerobica, ovvero in acido lattico.

Questa è la caratteristica dei bikers, quelli che fanno la mountain bike e che io conosco bene, perchè di mestiere... vero faccio il team manager della Bianchi Mtb, non il telecronista di RadioRai come qui al Giro. La capacità di lavorare in acido lattico, che tra gli stradisti aveva, straordinariamente, Moreno Argentin, tra i bikers è una caratteristica innata. Senza, in un’ora e quaranta di gara, non potresti competere.

Hesjedal è stato vicecampione del mondo di mountain bike: assieme al settimo posto al Tour dello scorso anno, è una delle sue note carattersitiche in curriculum. E vi dico anche che al Giro è mancato un altro che ha de stesse caratteristiche, Fuglsang della Saxo Bank, di cui sentirete parlare. Infine vorrei ricordare che CadelEvans, un mondiale e un Tour, l’ultimo, è stato un biker. Con questo vi saluto e vi ringrazio per la preferenza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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