Gioco
E i teleascolti Rai rialzano la testa solo negli ultimi giorni
Un milione e settecentomila spettatori per Giro Diretta. Due milioni e ottocentomila circa per Giro all’Arrivo. Questo l’effetto del tappone del Mortirolo e dello Stelvio per le povere – quest’anno...
Un milione e settecentomila spettatori per Giro Diretta. Due milioni e ottocentomila circa per Giro all’Arrivo. Questo l’effetto del tappone del Mortirolo e dello Stelvio per le povere – quest’anno – tasche della Rai, anzi di RaiTre. Cifre importanti, ma assolutamente non confrontabili con quelle degli anni migliori tra quelli di libera concorrenza.
Due giorni prima era stato di “appena” un milione e seicentomila il bottino del Giro all’Arrivo, grazie alla tappa dolomitica dei 4 colli.
E la stessa cifra era stata raggiunta, mille più mille meno, anche nei tre giorni precedenti.
Ma nelle due settimane iniziali le cifre erano decurtate di circa mezzo milione di spettatori, una miseria. La colpa certamente non è ascrivibile all’offerta quantitativa Rai sulla corsa rosa, anche se personalmente dubitiamo sull’appeal di alcune trasmissioni del mattino, così nazionalpopolari da non aver bisogno della scusa del ciclismo. E va rilevato che le trasmissioni su RaiSport sono state (considerata la nicchia del canale)assolutamente buone.
Il problema, dunque, nasce dalla qualità del Giro. E dei concorrenti in campo: fossero andati un po’ meglio Scarponi e soprattutto Basso, sicuramente gli ascolti si sarebbero impennati e il prodotto Giro, il prossimo anno, si sarebbe potuto “vendere”, agli sponsor e alle tivù straniere (in Canada il ciclismo lo guardano in pochi, ma anche negli Usa era così prima di Lemond e Armstrong).
Dunque le vere sirene suonano in casa della gestione Acquarone. Il bocconiano non ha rilanciato il Giro, che anzi è sempre più... bocconi. Serve gente che capisce di ciclismo, oltre che di finanza, perchè un bel Giro nasce innanzitutto da un bel percorso e da inviti di qualità, (a.f.)
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