Il Tirreno

Livorno

Belingheri-Bernacci, la serata della B

di Alessandro Bernini
Belingheri-Bernacci, la serata della B

Al Livorno basta un tempo per battere il Grosseto e fare festa con 10mila tifosi. E’ salvezza dopo una stagione tutta in salita

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LIVORNO. Non c'è speranza senza paura, nè paura senza speranza. Sarà per questo che è finita con ottomila tifosi trionfanti, in piedi, ad applaudire un Livorno partito col sogno playoff e arrivato a conquistare la salvezza all'ultima giornata. La paura di perdere la B, la speranza di un futuro migliore, la certezza che basta soffiare sulla cenere per riaccendere l'eterno amore per l'amaranto. Netta e meritata la vittoria col Grosseto. Chiariamo: loro non hanno regalato nulla, non si sono presentati col tè e i biscottini, si sono soltanto giocati la partita senza quel furore agonistico che animava il Livorno. La serie B l'abbiamo salvata sul campo, con 3 vittorie consecutive, incassando 10 punti degli ultimi 12 disponibili. Impennata d'orgoglio ma anche cambio di rotta tecnico e tattico. Attilio Perotti ha fatto un mezzo miracolo nella testa e non solo: ieri ad esempio ha preso la formazione schierata a Brescia e l'ha gettata nel cestino, presentando un 4-3-3 con Bernacci pivot centrale, più Dionisi e Bigazzi esterni alti. E com'è finita? Che Bernacci ha regalato l'assist del primo gol a Belingheri, per poi firmare di testa il 2-0 all'ultimo minuto del primo tempo. E' un dato di fatto che nell'ultimo mese Perotti ha trasformato in oro tutto ciò che ha toccato, anche con scelte sorprendenti.

Poi è chiaro che quella di ieri era una partita da vincere soprattutto col cuore, l'anima, l'orgoglio, un po' come avrebbe fatto Morosini. A lui sono stati dedicati ininterrottamente gli ultimi 10', con un gigantesco striscione in curva "Ci siamo presi questo risultato: la curva nord non ti dimentica" e tanti cori per il Moro. C'era anche un altro enorme striscione sotto la nord, con su scritto "Indossate la nostra maglia...oggi deve essere battaglia", un po' la sintesi di ciò che si chiedeva ai giocatori. Impresa meno ardua visto che a soffiare dietro c'erano uno stadio vivo, popolato da diecimila tifosi che hanno risposto all'appello nel giorno più importante. Il primo tempo è bastato a scacciare i fantasmi, che hanno aleggiato sopra il Picchi solo per una ventina di minuti. Strepitoso il gol di Belingheri al 23': inserimento da dietro, triangolo con Bernacci, poi un destro al giro imparabile per Narciso. Una rete da giocatore vero. A quel punto il Livorno si è assestato, senza sbilanciarsi (ottimo Luci davanti alla difesa), poi ha piazzato il colpo letale al 45': cross di Salviato, la palla sembra leggermente lunga ma Bernacci allunga il collo e in torsione trova il pallone e lo infila sul primo palo. Un trionfo. E così un film thriller si è trasformato in una storia d'amore a lieto fine. La ripresa si è giocata su ritmi molto più soft. Più possesso di palla del Grosseto ma solo un paio di interventi di Bardi, bravo nel finale. Bisognava controllare ed è stata controllata. Stop. Bravi tutti. Eccellente Belingheri che ha segnato il suo ottavo gol stagionale, confermandosi centrocampista vero, un valore aggiunto; decisivo Bernacci, infinito capitan Luci che non ha sbagliato mezzo pallone, moto perpetuo Filkor, molto positivi Salviato e Belingheri sulle fasce. Una parola a parte la spendiamo per Bernardini che forse ieri ha giocato la sua miglior partita da quando è a Livorno, anticipando sempre con potenza e classe Sforzini. . E da oggi si inizia a costruire il futuro. Probabilmente con Spinelli visto che gli acquirenti sono spariti. Ma intanto pensiamo a ripartire dalla serie B, lasciamo ad altri l'inferno della Prima divisione, dove è facile entrare e impossibile uscire. Per conferme, chiedere a pochi chilometri di distanza.

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